Il Dalai Lama è Torinese

Torino, 16 Dicembre 2007 – In una Sala Rossa gremita, alla presenza della Giunta, dei Consiglieri e del vice presidente Michele Coppola, il presidente del Consiglio comunale di Torino,
Beppe Castronovo, e il sindaco, Sergio Chiamparino, hanno conferito ufficialmente la cittadinanza onoraria torinese al XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso.

Invitato a Torino dall’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet, alla quale ha aderito anche il Comune di Torino lo scorso 17 settembre, il massimo rappresentante spirituale e
politico del popolo tibetano aveva già incontrato in mattinata i cittadini torinesi all’Auditorium Rai.

In occasione della conferenza stampa, alla domanda di cittAgorà (rivista del Comune di Torino) su cosa provasse per essere diventato un cittadino torinese, Tenzin Gyatso aveva espresso
immenso piacere e scherzando, aveva detto: “Dopo cinquant’anni senza una patria, ora avere una casa, una città che mi accoglie mi riempie di gioia”.

La cerimonia a Palazzo Civico è cominciata con un minuto di silenzio, per commemorare Rocco Marzo, il quinto operaio della ThyssenKrupp deceduto stamattina all’ospedale Molinette di
Torino.

“E’ un onore averLa come nostro concittadino” – ha affermato il presidente Castronovo – “Per i valori che Lei esprime: la scelta della non violenza come metodo per la soluzione dei problemi, il
dialogo come unico strumento per costruire la pace, l’affermazione e la difesa dei diritti umani e della libertà religiosa”.

Il sindaco Chiamparino ha quindi ricordato che “il conferimento della cittadinanza non è un atto di ostilità verso il popolo e il governo cinese. Torino” – ha continuato –
“è una città che si è sempre battuta nella lotta per la libertà e la democrazia e che vuole dare sostegno a chi si batte per la democrazia nel mondo. E’ una
città aperta al dialogo politico, culturale e interreligioso”.

A testimonianza dell’impegno della Città, martedì sera la Mole Antonelliana sarà illuminata a sostegno della moratoria universale della pena di morte (in votazione all’ONU
la prossima settimana).

In Sala Rossa, il Dalai Lama è apparso emozionato, ma sempre sereno e fiducioso per il futuro del suo popolo.

“Sembra che non sia solo diventato cittadino onorario, ma anche sindaco” – ha scherzato Gyatso, accogliendo l’invito ad accomodarsi sulla poltrona tradizionalmente riservata al sindaco
Chiamparino – “Fin dal primo giorno in cui sono arrivato in Italia sono stato accolto con grande calore e simpatia e ho trovato sostegno alle mie azioni. Sono estremamente commosso. In
realtà, non mi considero una persona importante: io sono uno di voi. Sono una qualunque delle sei miliardi di persone che abitano il mondo”.

“Tutti coloro che condividono la lotta per la giustizia del mio popolo, saranno molto contenti quando sapranno della cittadinanza onoraria” – ha continuato il Dalai Lama – “A cominciare dai sei
milioni di tibetani, ma saranno felici anche molti buddisti e intellettuali cinesi”.

Riferendosi all’incontro avvenuto poco prima con il presidente Castronovo, il leader tibetano ha concluso, sorridendo: “Sono contento di avere incontrato alcuni vecchi amici comunisti. Io sono
per metà marxista e per metà buddista”.

La cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria potrà essere rivista nei prossimi giorni sulle pagine web del sito di cittAgorà, periodico del Comune di Torino
all’indirizzo https://www.cittagora.it.

Durante tutta la giornata, sulla facciata del Municipio e all’interno della Sala Rossa è rimasta esposta la bandiera del Tibet.

Leggi Anche
Scrivi un commento