I mercati internazionali futuro dell'agroalimentare italiano

Quanti e quali paesi importano prodotti agro-alimentari italiani? La speciale classifica è stata stilata da Federalimentare ed è stata resa nota nei giorni scorsi, se grosso modo
la tradizione dell’export nostrano è stata confermata non mancano però delle importanti novità.

E’ ancora, infatti, l’Europa a 27 a rappresentare il luogo dove avviene il concentramento maggiore di esportazione con una quota del 65%. Il gradino più in alto lo occupa la Germania,
che ha acquistato prodotti per oltre 3 miliardi di euro (17,7% del totale). Secondi classificati sono gli Stati Uniti con circa 2,2 miliardi di euro (12,3%), seguiti dalla Francia con 2,11
miliardi (11,9%) e dal Regno Unito con 1,787 miliardi. Più distanziate ci sono la Svizzera con 750 milioni e la Spagna con 700.

Del tutto sorprendente, in negativo, è il dato che riguarda i mercati asiatici. L’intero continente ha, infatti, realizzato una quota di import dei nostri prodotti alimentari inferiore
al 5%. Segnali incoraggianti provengono, invece, dall’Europa dell’Est dove i dati sono in crescita rispetto agli anni passati sebbene ancora molto lontani dal trend registrato nella Vecchia
Europa.

Al primo posto nell’indice di gradimento dei consumatori stranieri c’è ancora una volta il vino che rappresenta da solo il 21,4% delle esportazioni. Secondi classificati sono i prodotti
dolciari con una quota di export del 12%, seguiti a pari merito dalla pasta e dai prodotti lattiero-caseari che occupano una quota dell’8,6%.

«Il futuro dell’industria alimentare» – ha commentato il Presidente di Federalimentare Giandomenico Auricchio – «è sempre più affidato al successo sui mercati
internazionali».

Lorenzo Rossi-Doria

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