I Lloyds: la crisi alimentare interessa anche i Paesi ricchi

I paesi ricchi non saranno immuni dalla crisi alimentare, le conseguenze, in maniera più o meno diretta, si sentiranno anche da noi, questo è quanto sostiene un articolo
pubblicato dai Lloyds di Londra, la più grande compagnia di assicurazioni del mondo, nel proprio sito internet.

Prendendo spunto dalla conclusione del vertice alimentare della Fao, che si è tenuto a Roma dal 3 al 5 giugno, la compagnia di assicurazioni ha intervistato una serie di importanti
analisti con lo scopo di esaminare l’attuale scenario.
Le preoccupazioni riguardano ovviamente i grandi investitori, ma le ripercussioni le sentiranno tutti i cittadini. Quello che preoccupa, fondamentalmente, è la crescente
instabilità politica che questa crisi sta causando. Instabilità che potrebbe portare i governi dei paesi più poveri a compiere scelte che andrebbero ad influenzare tutti i
mercati mondiali.

«La penuria alimentare sta facendo accrescere i rischi politici in tutto il mondo», ha dichiarato Rafael Gomes, esperto di gestione e analisi del rischio. E gli effetti sui mercati
si stanno già facendo sentire, per Simone Basso, altro esperto del settore. Il discorso che sta alla base dei loro scenari è complesso, ma alla fine si rivela piuttosto semplice
da capire.

La carenza alimentare fa aumentare i costi di gestione del rischio: più un bene è raro e difficile da trovare, più deve essere tutelato verso chi vuole investirci. Le
compagnie di assicurazione lo fanno attraverso le polizze che in base al grado di rischio aumentano o diminuiscono. Il timore degli esperti è che le nazioni più povere si trovino
a compiere scelte come il blocco delle esportazioni, la nazionalizzazione delle industrie alimentari, l’esproprio di terre private per riassegnarle all’agricoltura e via di questo passo. Tutti
ipotesi che, se si concretizzassero, avrebbero degli effetti devastanti per tutti gli investitori, ma non solo.

In uno scenario globalizzato, come quello in cui viviamo, basterebbe poco per mettere in difficoltà molte industrie. «Per esempio», spiega ai Lloyds Basso, «un’impresa
potrebbe avere un contratto per fornire una determinata quantità di merce, ma potrebbe essere impedita a rispettarlo per «cause di forza maggiore«». Queste cause
potrebbero essere rappresentate da una decisione protezionistica intrapresa da qualsiasi governo. Così, prendendo ad esempio una merce come il frumento, le conseguenze sarebbero globali.

L’ipotesi dei Lloyds non è fantastica perché proprio a causa di interventi politici di questo tipo, intrapresi dalla Russia e l’Argentina, solo per citare due casi, il prezzo del
grano è schizzato alle stelle. Motivo per cui la compagnia di assicurazioni avverte del pericolo: «L’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari ha implicazioni su larga scala. Dove
un ambiente locale viene messo sotto stress a causa della carenza di cibo, ci sarà un effetto trainante sia sulle persone, per le difficoltà di mettere il cibo a tavola, sia su
tutta l’economia».

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