I 140 milioni al comune di catania sono uno schiaffo ai tanti sindaci seri e rigorosi
3 Ottobre 2008
In queste settimane mentre i Comuni di tutta Italia stanno, ancora senza risultato, chiedendo con forza al Governo la restituzione delle risorse via via tagliate
dai governi nazionali (mancano all’appello oltre 700 milioni di euro per compensare integralmente il minor gettito ICI per i Comuni), il Consiglio dei Ministri
ha deciso di erogare al Comune di Catania 140 milioni di euro per salvare l’amministrazione dal collasso finanziario, con un intervento tampone,
del tutto discrezionale, privo di qualunque carattere strutturale e in assenza sia di un vero piano di rientro che di specifiche norme di legge.
Tutto ciò per la Lega delle Autonomie Locali rappresenta un vero e proprio schiaffo per migliaia di amministratori locali che faticosamente lavorano per fare quadrare i
conti degli Enti che governano in un contesto di crescenti restrizioni della finanza locale.
Sindaco di Catania è stato dal 2000 al 2008 Umberto Scapagnini, medico personale del Presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi. Scapagnini, oggi deputato, negli anni in cui ha (mal)governato Catania, è riuscito a produrre nei conti una voragine di circa un
miliardo di euro portando il Comune al dissesto. Risultato? Oggi in cassa non ci sono nemmeno i soldi per pagare i dipendenti e per far
funzionare i servizi pubblici essenziali, e il capoluogo etneo è sommerso dai rifiuti, senza vigili urbani, con i lampioni spenti quasi
dappertutto.
Come si conciliano le tante parole “federaliste” spese dagli esponenti del governo sulla “responsabilità” degli amministratori locali, sulle “sanzioni” per gli
Enti non virtuosi, sulla “lotta agli sprechi”, con il ripiano a fondo perduto e a spese di tutta Italia dei disastri combinati dalle amministrazioni catanesi?
Per la Lega delle Autonomie locali, federalismo fiscale vuol dire nuove regole di autonomia, solidarietà e responsabilità per le Regioni e gli Enti
locali. Autonomia tributaria. Risorse certe. Un sistema di perequazione efficace. Premi agli Enti virtuosi e sanzioni per chi gestisce male le risorse pubbliche.
Ciò che sta venendo avanti, al di là delle chiacchiere a vanvera di questi mesi, è invece una sorta di “federalismo all’incontrario“: soppressione
dell’ICI sulla prima casa con riduzione delle entrate proprie dei Comuni e mancata compensazione del minor gettito; blocco quasi totale dell’autonomia impositiva; una manovra
finanziaria particolarmente penalizzante per le Autonomie locali; finanziamenti straordinari concessi in modo del tutto discrezionale ad amministrazioni “amiche” in difficoltà
vere o presunte, con costi a carico di tutti i contribuenti italiani.
Roberto Piccinini




