Happy Hour? Sì, ma a base di pasta

Happy Hour? Sì, ma a base di pasta

By Redazione

La Pasta come nuova protagonista del rito dell’ Happy Hour. Secondo i nutrizionisti del Comitato scientifico di PastaTrend (tra cui Marco Tesini, dietologo e specialista in Scienza
dell’Alimentazione) l’happy hour apporterà, in questo modo, il giusto contributo di carboidrati nel nostro organismo.


“L’Happy Hour serale con l’assaggio di pasta in abbinamento a un bicchiere di vino fa bene alla salute, concilia e favorisce il sonno e fornisce buon umore. La pasta infatti con i suoi
componenti amidacei e le proteine stimola la produzione di serotonina, che è l’ormone del buonumore” dichiara Enrico Roda, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna e
Gastroenterologia dell’Università di Bologna e Coordinatore della Commissione Medicina e Salute del Comitato Scientifico di PastaTrend.


Consumare il rito dell’aperitivo gustando pasta italiana è un modo per adeguarsi sempre di più ai nuovi stili di vita – le persone stanno sempre meno a tavola e prediligono il
mordi e fuggi o i cibi precotti – pur cercando di mantenere inalterato il valore delle tradizioni. Già perché l’happy hour della pasta può spaziare nei mille e più
formati che questo prodotto Made in Italy è in grado di offrire. Si può passare dai miti senza tempo come spaghetti, lasagne o maccheroni, ai classici della tradizione regionale
(orecchiette, cappelletti, tagliatelle, stringozzi, trofie) o a formati in via di estinzione che proprio a PastaTrend troveranno una nuova vetrina di promozione (sorcetti, schiaffettoni, gasse,
cadunsei, boccolotti, tonnarelli).

Alimento completo, la pasta insieme a carne e verdure rappresenta uno dei piatti simbolo della dieta
mediterranea, ed uno degli alimenti più consumati fuori casa. Secondo dati Nielsen oltre il 70% degli italiani con più di 14 anni frequenta abitualmente la ristorazione fuori
casa: la pizzeria rimane il locale preferito (54%), seguito dai ristoranti tradizionali (33%) dove la parte del leone la fa sempre la pasta, pub/birrerie (19%), trattorie (17%), fast food (17%)
ed altri. Va sottolineata la crescita dei luoghi di ristorazione come le 4 mila stazioni di servizio dove si mangia e beve ( 1,7%) e dei fast food ( 0,6%): il 45% degli italiani, pari a 23
milioni di individui, negli ultimi 3 mesi ha frequentato una catena fast food o stazioni di servizio, dunque un trend in crescita. Confortanti anche i dati Nielsen sulla vendita di pasta nella
grande distribuzione: per spaghetti, maccheroni, penne e altri formati di pasta di semola, le famiglie italiane, negli ultimi dodici mesi, hanno speso qualcosa come 1,2 miliardi di euro. Con un
aumento di quasi il 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nelle dispense sono finite, secondo le rilevazioni effettuate da Nielsen Italia, nel periodo compreso tra agosto 2008 e
fine luglio 2009, 917 mila tonnellate ( 0,5%) di confezioni di pasta.

“L’aperitivo a base di pasta non è poi una moda così nuova, perché ai primi del Novecento soprattutto nel Sud Italia chi poteva permetterselo, insieme a un buon bicchiere
di vino, abbinava sempre o un tocco di formaggio o una forchettata di pasta. E’ dunque una tradizione antica che torna in voga anche come risposta ai bisogni energetici di ogni individuo”,
spiega Marco Tesini.

Ufficio Stampa PastaTREND

Redazione Newsfood.com

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