«Hai i brufoli? E’ perché mangi male!». FALSO

«Hai i brufoli? E’ perché mangi male!». FALSO

Il legame diretto tra cibo e brufoli, che apparirebbero dopo aver consumato alimenti poco salutari, o a cui si è intolleranti. Questa è una convinzione estremamente diffusa, in Italia come negli Stati Uniti. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Clinics in Dermatology, infatti, il 32% di chi ha l’acne si dice convinto che proprio il cibo sia il principale responsabile della comparsa dei brufoli, mentre un altro 44% afferma che cioccolata, patatine e compagnia sono senza dubbio capaci di peggiorare l’acne. Bene è una convinzione errata.

L’Accademia Americana di dermatologia, con un recente documento, ha spazzato via buona parte delle vecchie teorie alimentari, popolari dagli anni’ 50 in poi, che legavano il consumo di alcuni nutrimenti alla conseguente presenza di bolle o irritazioni cutanee. Secondo gli studiosi, quello che mangiamo non è causa di acne. Ci sono però alcuni punti da chiarire.

In primis, la questione latte. Due studi, apparsi sul Journal of the American Academy of Dermatology, negano la responsabilità di alcuni dei sospettati classici, come cioccolato o patatine, ma non riescono ad assolvere completamente tale alimento; per gli esperti americani, gli indizi di colpevolezza sono deboli e sono necessarie altre ricerche per togliere ogni ragionevole dubbio.

Non convinto anche Mario Aricò, direttore della Clinica Dermatologica dell’università di Palermo, che osserva: «Per quel che ne sappiamo non esiste una relazione di causa-effetto fra il consumo di latte e l’acne: il latte non peggiora né provoca la comparsa dei brufoli. Può accadere solo nei pazienti in cura con alcuni farmaci, ad esempio l’aminociclina, antibatterico usato in alcuni casi di acne: la caseina del latte lega il medicinale inattivandolo, vanificandone perciò l’efficacia curativa».

E poi, il dilemma carboidrati complessi: ovvero, il loro ruolo nello sviluppo di acne. Una serie di osservazioni scientifiche compiute su degli isolani della Papua Nuova Guinea e una tribù
del Paraguay, totalmente immuni dallo sgradevole difetto cutaneo, hanno portato ad ipotizzare come una dieta povera di zuccheri complessi, ricca cioè di frutta, verdura e proteine magre, potrebbe proteggere dai brufoli.

Un’alimentazione del genere, infatti, farebbe lavorare l’organismo in maniera più efficiente, permettendo di produrre quantità minori di insulina per mantenere la glicemia normale.
Al contrario, una dieta ricca di zuccheri potrebbe provocare l’insulino-resistenza. Sorta di prologo del diabete, tale squilibrio si verifica quando l’organismo non risponde più all’insulina e, secondo alcune ricerche, può essere causa di aumento della produzione di sebo.

 

Riguardo a tale ipotesi, Aricò è più possibilista: «Questo è più probabile. Una persona sana compensa l’eventuale eccesso di zuccheri, ma quando si è instaurata un’insulino-resistenza, in effetti, è possibile che si inneschino fenomeni reattivi che favoriscono l’acne. Ma in chi non ha problemi metabolici, è bene sottolinearlo, ciò che si mangia non ha alcuna influenza sulla probabilità di sviluppare o peggiorare l’acne».

Matteo Clerici

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