Governo, Fini: «si apra crisi e parola a elettori»

«Prodi salga al Colle, stacchi la spina, si dimetta e si apra una fase politica nuova, perché non si governa con un solo voto, si apra la crisi e torni la parola agli elettori che
in democrazia sono sovrani» è un passaggio del discorso che il presidente di An, Gianfranco Fini, ha pronunciato durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo Prodi a
Montecitorio.

«Di fronte a un cedimento strutturale della coalizione, che senso ha l’accanimento terapeutico? – si chiede il leader di An – che senso ha sottoporsi alla roulette del Senato, al mercato
poco nobile per conquistare qualche voto? Perché, e mi guardi presidente Prodi, se a Santa Maria Capua Vetere si parla di concussione, che cosa è l’ignobile mercato che lei ha
aperto al nella speranza di acquistare qualche senatore?«

«Smetta di farsi beffa della realtà – dice Fini rivolto a Prodi – perché le affermazioni che ha reso ieri alla Camera la fanno irridere dagli italiani. Ci vuole fantasia,
per usare una parola garbata, per dire che il suo governo ha fatto miracoli. Le faccio una domanda politica: se lei avesse ben governato, come ha tentato di dire ieri sfiorando il ridicolo,
è in grado di dire perché siamo al collasso della sua maggioranza? Siamo di fronte alla dissociazione politica sia da parte della sinistra che da parte dei moderati. Fisichella e
poi Dini e ora l’Udeur dicono di non poterle rinnovare la fiducia. I nodi sono venuti al pettine, perché nel 2006, come nel ’98, avete messo insieme maggioranze talmente eterogenee da
non poter poi governare, da far dire allo stesso Veltroni che al voto andrà da solo…’.

«Si dimetta – è l’invito finale del leader di An -, altrimenti si rischia di passare da quello noto agli italiani come fattore ‘c’, dove per ‘c’ non si intende costanza, a quello
‘i’, dove ‘i’ non sta per intelligenza ma per ‘incubo’…’. Perché «l’Italia non ha un problema di legge elettorale o di riforme istituzionali. L’Italia ha un drammatico problema
di deficit politico. Si apra la crisi, torni la parola agli elettori, che in democrazia sono sovrani, e forse per il futuro avremo la possibilità di riprendere il cammino»,
conclude Fini.

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