Germania: campanello d'allarme per la grande coalizione guidata dalla Merkel

Gli scioperi degli ultimi giorni che hanno creato caos nel traffico aereo e ferroviario del paese sono un campanello di allarme per la grande coalizione guidata da Angela Merkel.

Da quando infatti sono il Cdu-Csu e la Spd a governare insieme in favore dell’aumento dei profitti delle imprese, si è avuta una ripresa economica a scapito però della diminuzione
del potere d’acquisto generale. Secondo uno studio della Fondazione Hans Boeckler i lavoratori dipendenti non hanno tratto nessun beneficio dalla ripresa economica in atto in Germania dal 2004
e al contrario i redditi sono diminuiti del 3,5%. I sindacati tedeschi ritengono quindi che sia arrivato il momento di compensare questa grave distorsione con rivendicazioni salariali che
vertono su richieste di aumento di stipendi e salari e che sono mal sopportate dai dirigenti della Bce (Banca Centrale Europea).

Secondo questi ultimi, infatti, in caso di cedimento potrebbe essere messa in discussione la ripresa economica di tutta l’Europa nonché la stabilità della moneta comune europea.
Nel frattempo però la Lufthansa ha annunciato la cancellazione di 142 voli, per lo più interni, dai due grandi aeroporti di Francoforte e di Monaco di Baviera, mentre il sindacato
dei macchinisti ferroviari (Gdl) ha comunicato l’astensione dal lavoro per il prossimo lunedì.

A Berlino hanno inoltre incrociato le braccia i servizi per la raccolta dei rifiuti e i dipendenti della Bvg, la società dei trasporti urbani (autobus e metropolitana), anche se nella
capitale continuano a viaggiare i treni regionali e la metro di superficie S-Bahn. Un altro segnale della progressiva erosione del consenso sociale tedesco è la recente avanzata del
partito di estrema sinistra, Die Linke, nato dall’alleanza tra gli eredi dell’ex partito comunista orientale e i dissidenti usciti dalla Spd con Oskar Lafontaine, da sempre impegnato nelle
rivendicazioni sociali. Nelle ultime elezioni regionali il suddetto partito è entrato infatti a far parte dei parlamenti dei Laender occidentali con percentuali non lontane dal 10%.

La risposta positiva della gente agli scioperi proclamati dal sindacato dei servizi è anche una reazione al comportamento non sempre corretto dei manager tedeschi di alto livello e alle
tante evasioni fiscali verso il Liechtenstein. Il sindacato dei servizi chiede, in conclusione, un aumento dell’8% delle paghe per 8 milioni di dipendenti statali, locali e federali ed il
recente sciopero potrebbe essere solo un avvertimento in vista dell’inizio di una stagione di fuoco in Germania. Tutto ora dipende dal prossimo incontro, il quinto, tra i rappresentanti
sindacali e i datori di lavoro.

Valentina Cecconi

Leggi Anche
Scrivi un commento