Genitori in disaccordo per il bene dei figli

Certe volte l’accordo fra i genitori non fa bene ai bambini, meglio se si comportano in maniera diametralmente opposta di fronte alle sue reazioni emotive: imparerà a controllarle e a
vivere in armonia con gli altri.

Lo hanno dimostrato due ricerche condotte in tre università americane, quelle dell’Illinois, del North Carolina e del Michigan, e pubblicate sull’ultimo numero della rivista Child
Development. Ammettiamo che un bambino sia irritato o si agiti perché non trova il suo giocattolo preferito. Di fronte a questa situazione i ricercatori suggeriscono ai genitori di non
reagire allo stesso modo, per esempio prestando entrambi eccessiva attenzione al piccolo, ma giocando, se così si può dire, a «il buono e il cattivo».
La mamma (o il papà) potrebbe, per esempio, intervenire coccolando il bambino e aiutandolo a ricordare in quale posto può avere lasciato il suo giocattolo e il papà (o la
mamma) dovrebbe starsene in disparte e comunque rendersi disponibile in caso di bisogno. Il bambino comincerà così a capire che ci possono essere punti di vista diversi e, giurano
i ricercatori, crescerà con un senso della socialità più spiccato.

EMOZIONI – Nel primo dei due studi i ricercatori hanno intervistato 55 bambini dell’asilo per valutare la loro capacità di valutare e gestire le emozioni. Nel secondo hanno
selezionato 49 bambini in età prescolare e hanno osservato la loro capacità di interagire con i compagni durante due ore di gioco, prendendo nota delle varie fasi e i conflitti
fra i bambini e i loro amici. In entrambi gli studi i ricercatori interrogavano i genitori a proposito delle loro reazioni alle emozioni negative dei loro figli. Poi hanno misurato le
«reazioni di supporto» di ogni genitore: in altre parole hanno valutato quanto i genitori si impegnavano nel confortare e aiutare il bambino di fronte a una difficoltà.

SCUDO DI DIFESA – I ricercatori hanno così dimostrato che quando un genitore offre un minimo supporto in risposta allo stato d’ansia del bambino mentre l’altro lo aiuta in tutto e
per tutto, il bambino ha meno conflitti con i suoi amici e capisce meglio le emozioni. Quando invece i genitori sono troppo disponibili a dargli retta, quest’ultimo ha più
difficoltà a rapportarsi con gli altri e a capire i suoi sentimenti. Forse perché, ipotizzano gli esperti, l’eccessiva apprensione dei genitori e il loro farsi scudo per difendere
il bambino dalle difficoltà, non gli permette di imparare a gestire le emozioni. Una corretta educazione dei bambini passa dunque attraverso una giusta sinergia di comportamento dei
genitori: insieme possono contribuire al meglio al benessere dei loro figli.

Adriana Bazzi
3 ottobre 2007

Genitori «in disaccordo» per il bene dei figli

Certe volte l’accordo fra i genitori non fa bene ai bambini, meglio se si comportano in maniera diametralmente opposta di fronte alle sue reazioni emotive: imparerà a controllarle e a
vivere in armonia con gli altri; lo hanno dimostrato due ricerche condotte in tre università americane, quelle dell’Illinois, del North Carolina e del Michigan, e pubblicate sull’ultimo
numero della rivista Child Development. Ammettiamo che un bambino sia irritato o si agiti perché non trova il suo giocattolo preferito. Di fronte a questa situazione i ricercatori
suggeriscono ai genitori di non reagire allo stesso modo, per esempio prestando entrambi eccessiva attenzione al piccolo, ma giocando, se così si può dire, a «il buono e il
cattivo».
La mamma (o il papà) potrebbe, per esempio, intervenire coccolando il bambino e aiutandolo a ricordare in quale posto può avere lasciato il suo giocattolo e il papà (o la
mamma) dovrebbe starsene in disparte e comunque rendersi disponibile in caso di bisogno. Il bambino comincerà così a capire che ci possono essere punti di vista diversi e, giurano
i ricercatori, crescerà con un senso della socialità più spiccato.

EMOZIONI – Nel primo dei due studi i ricercatori hanno intervistato 55 bambini dell’asilo per valutare la loro capacità di valutare e gestire le emozioni. Nel secondo hanno
selezionato 49 bambini in età prescolare e hanno osservato la loro capacità di interagire con i compagni durante due ore di gioco, prendendo nota delle varie fasi e i conflitti
fra i bambini e i loro amici. In entrambi gli studi i ricercatori interrogavano i genitori a proposito delle loro reazioni alle emozioni negative dei loro figli. Poi hanno misurato le
«reazioni di supporto» di ogni genitore: in altre parole hanno valutato quanto i genitori si impegnavano nel confortare e aiutare il bambino di fronte a una difficoltà.

SCUDO DI DIFESA – I ricercatori hanno così dimostrato che quando un genitore offre un minimo supporto in risposta allo stato d’ansia del bambino mentre l’altro lo aiuta in tutto e
per tutto, il bambino ha meno conflitti con i suoi amici e capisce meglio le emozioni. Quando invece i genitori sono troppo disponibili a dargli retta, quest’ultimo ha più
difficoltà a rapportarsi con gli altri e a capire i suoi sentimenti. Forse perché, ipotizzano gli esperti, l’eccessiva apprensione dei genitori e il loro farsi scudo per difendere
il bambino dalle difficoltà, non gli permette di imparare a gestire le emozioni. Una corretta educazione dei bambini passa dunque attraverso una giusta sinergia di comportamento dei
genitori: insieme possono contribuire al meglio al benessere dei loro figli.

Adriana Bazzi
28 settembre 2007

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