Garantire ai produttori di latte una giusta remunerazione

Il settore lattiero-caseario sta manifestando tutte le contraddizioni proprie di un mercato globale che tenta di imporre una frattura tra la produzione alimentare e quella agricola, in
Lombardia, che produce il 40 per cento del latte nazionale, come in tutta l’Europa, si pone per i produttori la necessità di conseguire la giusta remunerazione del latte, condizione
indispensabile per non chiudere gli allevamenti e soddisfare le esigenze dei consumatori.

La Cia della Lombardia intende continuare affrontare tale difficile vertenza in quadro di sistema, privilegiando le azioni unitarie e condivise rispetto alla frantumazione delle iniziative,
situazione poco comprensibile dopo il lungo percorso unitario sin qui condotto.

La Cia è impegnata per un rapporto interprofessionale stabile. La ripresa del confronto con Assolatte -sottolinea la Cia Lombardia- è possibile sulla base di una piattaforma che
tenga in debita considerazione tre elementi: il recupero dei costi produttivi già aumentati del 20-30 per cento, un prezzo base equo e un meccanismo di adeguamento rispetto agli
andamenti del mercato.

Non potendo continuare in un contesto di precarietà contrattuale, dove le fatturazioni in acconto rischiano di diventare un dato insostenibile, una situazione di mancato accordo
imporrebbe al mondo agricolo -organizzazioni, cooperative e strutture di prodotto- di aprire, in un contesto di sistema, trattative aziendali, anche disponendo collocazioni alternative del
prodotto.

In merito alla varie proposte di riforma delle quote latte, la Cia Lombardia ribadisce che ogni modifica deve prioritariamente assicurare il riconoscimento degli investimenti fatti nel rispetto
delle regole e l’affidabilità nella gestione del sistema.

La Cia Lombardia rilancia, infine, la richiesta di una Conferenza zootecnica nazionale che affronti organicamente le tante questioni di un comparto che assicura reddito e prestigio all’intera
economia.

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