Formigoni: «da rapporto APAT dati positivi per l'ambiente»

Milano – Il IV Rapporto APAT sulla Qualità dell’ambiente urbano disegna un «quadro decisamente positivo per Milano e Brescia con alcuni dati confortanti», al
raggiungimento dei quali ha contribuito, come ha sottolineato il presidente Roberto Formigoni, «la scelta di Regione Lombardia di adottare politiche strutturali ad ampio raggio in grado
di offrire una prospettiva di reale miglioramento e di sviluppo durevole».

Non a caso, proprio la Lombardia è nettamente in testa alla classifica sul numero di misure adottate dalle Regioni per la qualità dell’ambiente con oltre 60 interventi su
trasporti, industrie, agricoltura e attività commerciali nell’anno preso come campione (il 2005). Nello stesso periodo Emilia Romagna, Umbria, Piemonte e Valle d’Aosta ne hanno assunti
tra 30 e 40, circa 20 Liguria e Lazio.

Lo stesso presidente Formigoni, intervenendo in videoconferenza all’incontro di presentazione del Rapporto – insieme a Giancarlo Viglione (Presidente APAT), Emilio Floris (sindaco Cagliari),
Marta Vincenzi (sindaco Genova), Piero Marrazzo (presidente Regione Lazio) e Alfonso Pecoraro Scanio (ministro
dell’Ambiente) – ha sottolineato alcuni indicatori, particolarmente significativi, che riguardano il consumo di metano, le emissioni inquinanti e i rifiuti.

CONSUMO DI METANO – Il Rapporto segnala una generale crescita della pressione antropica diretta e dei consumi elettrici per abitante (segno di una migliore
«qualità della vita«). In questo contesto risulta estremamente significativo la riduzione di oltre il 20% dal 2000 al 2006 del consumo di metano a Milano
(-22,1%) e Brescia (-20,5%). «Si tratta – ha spiegato Formigoni
– di un segno evidente di un alto livello di efficienza energetica, qualità nelle costruzioni, risparmio energetico e diffusione di teleriscaldamento e pompe di calore, soluzioni
migliori rispetto al metano, incentivate da Regione Lombardia».
Il dato è tanto più significativo se si pensa che altrove il consumo è addirittura cresciuto, che la Lombardia ha incentivato a più riprese l’utilizzo del metano ed
è l’unica Regione ad aver vietato l’olio combustibile. In più, c’è da dire che il consumo pro capite è di circa 400 metri cubi all’anno a Milano, di circa 300 a
Brescia (dove è forte la presenza del teleriscaldamento) mentre è di oltre 500 a Torino e Verona, città con condizioni analoghe a quelle lombarde.

EMISSIONI INQUINANTI – «Nonostante la situazione climatica e orografica sfavorevole della Pianura padana e l’aumento della pressione antropica – ha detto Formigoni
introducendo il tema dell’inquinamento atmosferico – i valori dei principali inquinanti atmosferici sono scesi, in alcuni casi addirittura precipitati e anche il valore della concentrazione
delle polveri sottili (PM10 e inferiori) ha subito tra il 2000 e il 2005 un decremento, che è in atto ancor oggi».
Nella generale tendenza al calo delle emissioni di PM10, il Rapporto APAT registra un positivo apice per Brescia (-67%) e un ottimo posizionamento (-48%) di Milano. Anche nel generale calo
degli ossidi di azoto (NOX) spiccano Milano (-63%) e Brescia (-65%). Per quanto riguarda i superamenti del valore limite giornaliero e la concentrazione media degli ossidi di azoto, i valori di
«concentrazione media» delle città lombarde sono piuttosto modesti e comunque tali da non destare preoccupazione.

RIFIUTI – «Sul fronte dei rifiuti – ha aggiunto Formigoni – in Lombardia abbiamo raggiunto risultati straordinari». Milano e Brescia sono le sole città
censite dal Rapporto ad assistere ad una diminuzione della produzione pro capite di rifiuti urbani, rispettivamente -4,7% e -2,4%.
I valori di raccolta differenziata lombardi sono del 43% in media, percentuale molto alta e raggiunta già da tempo grazie alla sensibilizzazione e al coinvolgimento di tutti.

«Di fronte a questi trend positivi – ha concluso Formigoni – non possiamo non vedere quanta strada resta da fare: le sfide che ci attendono sono molto alte ma siamo convinti di poterle
affrontare e vincere grazie al contributo e al supporto di tutti».

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