Food e videogame: un innovativo legame
6 Novembre 2023
Il cibo all’interno della nostra cultura ha un ruolo fondamentale. D’altronde non potrebbe essere diversamente perché non solo è fonte di salute e vita, ma esprime una peculiarità territoriale e simbolica molto precisa. Ed è per questo che l’uomo è riuscito a inserire tanto il cibo quanto l’arte culinaria in ogni forma espressiva esistente. Possiamo ritrovare questi elementi nei graffiti preistorici o nei dipinti delle nature morte ad esempio, ma anche nel cinema. Ed era inevitabile che arrivasse persino nei videogiochi. Sembrerebbero mondi estremamente distanti, quelli del food e dei videogames, ma si pensi ad esempio a quei giochi di avventura dove il personaggio protagonista perde energia. I creatori del videogioco come pensano di salvarlo? Con dei frutti in delle cassette di legno, con un bel piatto di pasta o un enorme pollo al forno, simboli di recupero delle forze. Il legame del gaming con settori apparentemente distanti non è una novità. Le guide sulle piattaforme di gaming o quelle sulle varie promozioni e bonus offerti dalle stesse, come una pagina informativa sul codice promo Lottomatica, dimostrano che le tipologie di giochi sono innumerevoli e che tra esse rientrano le slot che popolano portali come quelli, molte delle quali hanno un legame imprescindibile con il cibo, specialmente con la frutta. Oppure ci sono videogiochi in cui bisogna realizzare una ricetta, trovare gli ingredienti per avanzare di livello. Il mondo del food diventa così elemento protagonista per una serie di videogiochi anche a volte in stile educational.
L’arte della cucina nei videogiochi
Nel corso del tempo, il ruolo del cibo ha assunto sempre più importanza nelle esperienze videoludiche. Nei giochi anni ’80 ricordiamo alcuni esempi dove bisognava recuperare cosce di pollo dai bidoni della spazzatura per recuperare energia. Ma oggi il cibo sale di livello tanto che c’è chi ha pensato di riprodurre i cibi iconici realizzati all’interno dei più famosi videogiochi, come i panini dolci di The Witcher o la zuppa di mostro di Legend of Zelda. Come è possibile notare il cibo diventa centrale nei videogiochi. Pensiamo a Red Dead Redemption 2, il noto videogame ambientato nel far west, dove tra le varie missioni free c’è quella di cucinare, nel bel mezzo del nulla del deserto americano, carne e pesce con vari tipi di condimenti per recuperare stamina e salute. Oppure proprio The Legend of Zelda, dove grandi calderoni vengono utilizzati per migliorare la resistenza e la salute. Anche in Tales of Arise, il famoso gioco in RPG dove bisogna gestire una fattoria, si cucina molto spesso per ottenere importanti bonus di difesa e di attacco.
Ma poi ci sono i videogiochi che prendono il cibo e l’arte culinaria non solo per sfruttarne il valore “energetico” ma per realizzare piatti degni di ristoranti stellati. È l’esempio di Overcooked, videogioco multiplayer che simula l’attività frenetica all’interno della cucina di un ristorante. Qui i giocatori/chef devono attuare tutti i passaggi necessari per realizzare una ricetta e farlo il più velocemente possibile, in condizioni estreme, come in mezzo ad una sfilata di carri o tra due mezzi in movimento. Oppure succede anche che veri chef stellati collaborino con le aziende di produzione di videogiochi per realizzare vere ricette nelle avventure ludiche. Come ha fatto lo chef Lorenzo Cogo per Far Cry 5. In esso, il noto cuoco ha creato piatti unici derivanti dalla tradizione culinaria dello stato del Montana in Usa, come il ragù di cervo o un piatto a base di trota.




