Finanziaria: per i piccoli agricoltori non ci saranno nuovi gravami burocratici
8 Dicembre 2007
I piccoli agricoltori possono tirare un respiro di sollievo, è stata, infatti, abrogata dalla commissione Bilancio della Camera la normativa contenuta nella Finanziaria 2008 con la quale
si disponeva che i produttori che, nell’anno precedente, hanno realizzato un volume di affari non superiore a 7000 euro, costituito per almeno 2/3 da cessioni di prodotti “agricoli per
definizione”, dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle operazioni (attive e passive) effettuate.
Un’abrogazione che viene salutata con soddisfazione dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che si era sempre battuta contro questa misura che rischiava di provocare gravi danni, sia
sotto l’aspetto economico che sociale, alle imprese agricole.
Insomma, un primo successo dell’azione svolta dalla Cia a tutela di una realtà, quella dei piccoli produttori agricoli, che rappresenta un elemento fondamentale per l’ambiente rurale del
nostro Paese. Lo stesso presidente nazionale Giuseppe Politi, nei giorni scorsi, aveva inviato una lettera al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro e al
viceministro dell’Economia Vincenzo Visco nella quale sollecitava un pronto intervento per abrogare questa disposizione.
Nella lettera, il presidente della Cia faceva presente che un appesantimento delle norme burocratiche per le piccole imprese avrebbe significato un freno alla crescita e un grave ostacolo alla
competitività, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza.
Politi aveva, inoltre, ribadito che una manovra del genere non sarebbe stata utile a contrastare forme più o meno diffuse di evasione ed elusione fiscale, “considerando che l’attuale
disciplina Iva già prevede l’onere della certificazione da parte del cessionario imprenditore che acquista da un agricoltore esonerato e soprattutto in virtù del fatto che si
tratta comunque di entità esigue per dimensioni e prodotto”.
Nell’auspicare che l’abrogazione della normativa venga confermata anche nella discussione in aula della legge Finanziaria 2008, la Cia riafferma il suo impegno a sostegno dei piccoli produttori
che costituiscono una parte significativa del tessuto produttivo dell’italian style agricolo. La normativa proposta, oltretutto, non si sarebbe tradotta in “un’opportunità -aveva scritto
nella lettera il presidente Politi- per valorizzare e certificare la qualità e la tipicità del prodotto agricolo italiano, rispetto alle produzioni agricole provenienti da ogni
parte del mondo”.




