Financial times: «Investire in Italia? Come guidare col freno a mano tirato»

«Se guidare con il freno a mano tirato vuol dire rinunciare al Kentucky fried chicken, al Burger Kings e al Mc Donald per mangiare ancora pasticcini di qualità, cioccolata
artigianale e portare scarpe fatte a mano siamo contenti di guidare così lentamente».

E’ questo il commento di Legambiente all’articolo apparso oggi sul Financial Times dal titolo «Non abbastanza veloci. Perché investire in Italia è come guidare con il freno
a mano tirato» in cui si delinea un’Italia in cui «non esiste un Kentucky fried chicken (Kfc), ci sono appena 37 Burger Kings, mentre in Spagna se ne contano 400 e nel Regno Unito
più di 500 ed anche McDonald stava per chiudere i suoi archi d’oro».

L’articolo del «Ft» punta il dito sull’arretratezza delle nostre città «dove i commercianti locali vendono cioccolata artigianale, i bar a gestione familiare offrono
pasticcini di qualità, le scarpe fatte a mano sono vendute da vecchi e coriacei uomini» per proseguire accusando alcuni grandi investimenti internazionali falliti. Tra gli esempi
citati: il gruppo americano AT&T che l’anno scorso ha abbandonato l’investimento in Telecom Italia, la proposta di fusione tra il gruppo spagnolo Abertis e Autostrade italiane,
l’australiana Macquarie che non è riuscita ad ottenere un accordo con la controparte italiana per un piano di investimento negli aeroporti di Roma.

«E’ indiscutibile la necessità tutta italiana di una maggiore apertura agli investimenti stranieri – aggiunge Legambiente – ma è altrettanto innegabile che gli elementi
utilizzati dal Financial Times come esempi di arretratezza – la qualità, le produzioni enogastronomiche, l’artigianato – sono di grande modernità e ricchezza per il nostro Paese.
Adeguatamente valorizzati rappresentano la via italiana alla competizione globale.»

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