Fieragricola, Coldiretti: «online la prima rete locali a Km zero»

By Redazione

E’ on line la prima rete di locali a chilometri zero che offrono prodotti del territorio e di stagione che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto che provocano emissioni
inquinanti per l’ambiente e dannose per il clima, l’iniziativa è della Coldiretti in occasione della Fieragricola di Verona dove è stato presentato sul sito il primo circuito a km
zero che annovera tra gli aderenti dalla gelateria alla ristobottega di Verona, dall’osteria di Padova allo snack bar di Treviso, dai vari ristoranti del veneziano fino ai locali del parco
delle Dolomiti nel Bellunese, riconoscibili da una apposita targa.

L’iniziativa – sottolinea la Coldiretti – risponde al bisogno di un numero crescente di consumatori che vuole condurre uno stile di vita attento all’ambiente e alla salvaguardia del clima anche
a tavola. Lo stesso premio Nobel per la Pace ed ex vicepresidente Usa Alan Gore nel suo libro «La scomoda verità» ha inserito l’acquisto di cibi locali offerti direttamente
dagli agricoltori nell’elenco delle cose da fare per dare una mano a salvare la terra dal surriscaldamento globale tenuto conto che «e ‘ stato stimato che un pasto medio percorre
più di 1.900 km per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla vostra tavola ed è molto più ragionevole comprare alimenti che non devono fare tutta quella
strada» perché «spesso ci vogliono più calori di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali».

Mangiare a «chilometri zero» significa anche risparmiare e combattere l’inflazione con i prezzi che – continua la Coldiretti – sono anche di dieci volte superiori se la spesa
consuma petrolio con l’acquisto di alimenti che devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole come le ciliegie dal Cile che devono volare 13mila chilometri con un consumo di
5,8 kg di petrolio e hanno raggiunto i 28 euro al chilo o l’uva dal Sudafrica che viaggia per 8mila chilometri bruciando 4,35 kg di petrolio. E altri esempi non mancano tenuto conto che –
sottolinea la Coldiretti – per trasportare a Roma un chilo di pesche dall’Argentina (vendute a 12 euro al kg) in volo per una distanza di 12mila km si consumano 5,4 kg di petrolio. Secondo un
recente studio della Coldiretti, consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può risparmiare fino a 1000 chili di anidride carbonica (CO2)
l’anno. Una scelta non difficile in un paese come l’Italia che favorito dal clima offre produzioni agroalimentari da primato in tutte le stagioni.

All’estero la sensibilità di alcune catene della grande distribuzione commerciale europee nel cogliere i cambiamenti nel comportamenti dei consumatori ha già portato in alcuni
casi alla scelta di dedicare ampi spazi sugli scaffali a prodotti locali del territorio o a segnalare all’opposto, con particolari accorgimenti, i prodotti provenienti da Paesi lontani con
rilevanti costi ambientali. E’ il caso – ricorda la Coldiretti – di una grande catena di distribuzione inglese che applica un aeroplanino sulle confezione della frutta e verdura importate da
altri continenti o quella di altri gruppi di ospitare all’interno dei locali un vero mercato per la vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli. In Italia la Coldiretti ha avviato una
mobilitazione per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli che non inquinano e salvano il clima: dall’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza
di cibi in vendita all’apertura di Farmers Market (mercatini degli agricoltori) in molte città italiane fino alla disponibilità on line di una ampia selezione delle 57.530 imprese
agricole nazionali che vendono direttamente frutta, formaggi, vino, olio e salumi e altre specialità alimentari, sul sito http://www.campagnamica.it con il motore di ricerca «In viaggio
per Fattorie e Cantine».

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