Fieg: dal nuovo Governo la riforma dell'editoria

Con un’apposita nota, la Fieg è tornata a chiedere un disegno di riforma dell’editoria , ribadendo che questo risulta indispensabile “per ridare slancio ed ossigeno al settore”.
La Federazione Italiana Editori Giornali, infatti, si è rivolta direttamente al nuovo Governo, ricordando che i tentativi di riforma effettuati nelle passate legislature (prima da
Bonaiuti e poi da Levi) “non sono riusciti a superare l’esame del Parlamento, anche se sulle rispettive proposte si raggiunse una sufficiente condivisione tra tutte le forze politiche, al di
là dei confini tra maggioranza ed opposizione”.
A questo punto, dunque, è necessario partire da questi due tentativi, “integrandoli” e migliorandoli ove necessario, per “mettere a punto un nuovo disegno di legge che incontri un
consenso generale”: “L’editoria giornalistica, e in particolare la carta stampata – ha ribadito la Fieg – va sostenuta non soltanto perché è un elemento fondamentale della cultura
civile di un Paese, ma anche perché adempie a una funzione di chiarezza e di trasparenza indispensabile nella vita di una comunità”.
Partendo da questa consapevolezza, la Federazione ha indicato come segue gli obiettivi che dovrà perseguire il nuovo Governo nell’elaborazione di una riforma proficua e condivisa:
– istituzione di un credito d’imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche e rifinanziamento del credito agevolato per il settore, fermo dal giugno del 2003;
– previsione di un fondo per la nuova occupazione e la multimedialità;
– reintroduzione del credito di imposta per l’acquisto della carta in favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici;
– introduzione dell’esenzione totale dall’Iva per il comparto dell’editoria.
– messa in atto di interventi volti ad incentivare la domanda e la promozione della lettura dei quotidiani;
– l’introduzione di agevolazioni fiscali per la sottoscrizione di abbonamenti a quotidiani, periodici e agenzie di stampa: secondo la Fieg, infatti, il costo dell’abbonamento dovrebbe
costituire onere deducibile fino ad un importo di 300-350 euro;
– l’istituzione di un fondo per le iniziative di incentivazione della lettura dei giornali nelle scuole.

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