Festa della Donna in Provincia di Bergamo
8 Marzo 2008
Bergamo – Nelle 104 Province italiane, su 4mila amministratori, solo il 14% (571) sono donne, il dato è emerso in occasione della manifestazione celebrativa della
Giornata delle donne in Provincia che ha ospitato due ricercatrici bergamasche: Marina Noris e Federica Castelletti dell’Istituto di ricerche farmacologiche
Mario Negri che hanno chiesto a gran voce una maggiore conciliazione tra il ruolo di mamma, moglie e compagna con quello di lavoratrice e, insieme, una maggior attenzione e maggiori
investimenti nell’attività di ricerca.
All’incontro, che si è svolto nello Spazio Viterbi del Palazzo provinciale, erano presenti:
– Valerio Bettoni, presidente della Provincia
– Tecla Rondi, assessore alla Cultura, Turismo e Sport
– Maria Letizia Fumagalli, presidente della Commissione pari opportunità
– Sara Zinetti, consigliera delle pari opportunità
– Marina Noris e Federica Castelletti dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. Entrambe lavorano al Centro di ricerche cliniche per malattie rare
«Aldo e Cele Daccò». Marina Noris è capo al Laboratorio di immunologia e genetica di malattie rare e trapianto; Federica Castelletti è ricercatrice al
Laboratorio di immunologia e genetica di malattie rare e trapianto.
L’incontro è stato aperto dal saluto del presidente Valerio Bettoni che ha ricordato il ruolo importante delle donne ieri e oggi, evidenziando come, nonostante la strada
verso la parità tra uomo e donna sia stata intrapresa già da tempo, la società debba continuare ad essere sensibile a queste tematiche.
L’assessore Tecla Rondi ha ripercorso le tappe normative, dal diritto di voto alla flessibilità, che hanno avvicinato la donna verso una certa parità e ha
sottolineato la necessità di una maggior partecipazione «rosa» nella politica: «Deve essere favorita la partecipazione delle donne in politica, intesa come una
grande famiglia in cui si possa lavorare in armonia con gli uomini».
Maria Letizia Fumagalli ha snocciolato dati e impegni che la Commissione sta portando avanti: in Italia solo il 14% degli amministratori è donna, 8 sono Presidenti di
Province e 14 vice presidenti, 163 assessori e in 3 Province sono presenti donne: «Lisbona ci impone l’obiettivo di arrivare al 60% dell’occupazione femminile. È un obiettivo
che dobbiamo raggiungere. Oggi le donne ci chiedono tre cose fondamentali: maggiore facilità nella raccolta di informazioni; più asili nido; un lavoro più flessibile, con
part time e conciliazione dei tempi».
Su una maggior conciliazione dei tempi sono tornate anche Sara Zinetti e le due ricercatrici che hanno evidenziato le difficoltà di essere donne ricercatrici: «Nel
nostro laboratorio siamo tutte donne, sono uomini sono i capi dipartimento e i direttori – spiega Marina Noris -. I motivi alla base di questa situazione sono due: a volte ci
viene impedito di mirare a posizioni più alte ma spesso siamo noi stesse a porci del limiti perché pensiamo di portare via tempo alla famiglia».
Una seconda difficoltà che accomuna molte ricercatrici è uno stato di costante «precarietà», come ha spiegato Federica Castelletti:
«La ricerca è un ambiente di lavoro precario. Lavoriamo pagate da borse di studio annuali che spesso non danno la sicurezza necessaria. Forse è per questo che
siamo tutte donne, gli uomini non si possono adattare a situazioni del genere».




