Ferrara scopre truffa finanziaria: 13 arresti

Firenze – La Polizia di Stato di Ferrara ha arrestato 13 persone appartenenti ad un’associazione a delinquere finalizzata alla creazione di documenti d’identità falsi per accedere
a finanziamenti ed a mutui immobiliari con perizie di stima gonfiate o contraffatte.

Le indagini ,svolte da personale della Squadra Mobile di Ferrara con l’ausilio di personale della squadra mobile di Bologna, Ravenna, Pescara e Rovigo e coordinati dalla Direzione Centrale
Anticrimine della Polizia di Stato, ha interessato oltre l’ Emilia Romagna anche l’Abruzzo e il Veneto e ha permesso di accertare la complicità di commercialisti e di un impiegato
comunale. Si tratta di un’operazione importante di contrasto all’odioso fenomeno del furto di identità («identity crimes«), ha portato alla luce una nuova tipologia di
truffa: il Financial Identity Theft. Infatti, mediante identità «rubate» gli arrestati erano riusciti attraverso cosiddetti » conti correnti dormienti» a
conquistare la fiducia di decine di banche, alle quali avevano poi chiesto grossi prestiti, ovvero avevano acquistato beni con il sistema del credito al consumo. In altri casi, mediante perizie
di stima falsificate ad arte, su immobili di scarso valore, avevano ottenuto mutui immobiliari.

Mediamente, il prezzo degli edifici veniva triplicato. Mediante identità «rubate», false ma reali al tempo stesso, gli arrestati erano riusciti ad aprire conti correnti,
ottenere finanziamenti e, in modo più sofisticato, ad accedere a mutui immobiliari salvo poi far perdere le proprie tracce. Gli agenti, che per la realizzazione delle indagini si sono
serviti anche di intercettazioni telematiche, hanno scoperto una capillare ed ingegnosa organizzazione criminale dedita alla fabbricazione di documenti e buste paga falsi, utilizzati per aprire
conti correnti bancari, che è riuscita a realizzare 100 truffe che hanno fruttato oltre 2 milioni di euro; mentre le indagini hanno consentito di sventare oltre 200 tentativi di truffa,
per un importo di 3 milioni di euro. Circa 20 perquisizioni eseguite anche con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Emilia Romagna «Orientale» che hanno portato al sequestro di
20 computer, carte di identità, assegni e 4 società fittizie.

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