Federconsumatori: «prezzo del petrolio e tasso di sconto BCE sono questioni correlate»

È arrivato il momento di darsi veramente da fare, anche se in grave ritardo, a livello europeo ed italiano, sulla questione del prezzo del petrolio e, in maniera strettamente correlata,
per quanto riguarda il tasso di sconto della BCE.

Infatti, mantenere il tasso di sconto al 4%, che oggi determina un Euribor a 4,60, fa sì che ci sia un ulteriore apprezzamento dell’Euro nei confronti del Dollaro, causando non solo
ricadute negative per quanto riguarda gli investimenti industriali, l’aumento delle rate dei mutui a tasso variabile, maggiori difficoltà nell’ambito della competitività
internazionale, e molto altro ancora, ma tutto ciò ha una ricaduta evidentissima sull’aumento del prezzo del petrolio.

Bisogna aggiungere a tutto ciò il fatto che è stata concessa all’interno del mercato libertà di manovra a prodotti finanziati quale Futures, Derivati ecc., che producono un
aumento speculativo del prezzo del petrolio del 15-20%.
Le possibili ipotesi, a questo punto, sono due: o sono inetti i responsabili istituzionali, governativi e non, o sono invece totalmente subalterni agli interessi delle banche, delle
multinazionali petrolifere e degli speculatori internazionali.

Se tale situazione rimarrà invariata, le ricadute per famiglie riguarderanno sia aumenti dei mutui, che hanno raggiunto anche 160 ? al mese, sia aumenti dei costi energetici, pari a 580
? all’anno, e sia ricadute sui beni di largo consumo alimentare, di 445? in più.

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