Fedagri-Confcooperative: in Emilia Romagna dalla vendita diretta risparmio del 20%, ma non è la panacea di tutti i mali

Migliorare il rapporto di fidelizzazione tra produttore e consumatori, risparmiare sui prezzi al consumo dei prodotti agroalimentari di qualità fino al 20% (rispetto a grande
distribuzione e dettaglio tradizionale) e individuare più velocemente le tendenze d’acquisto dei consumatori. Sono questi gli obiettivi raggiunti attraverso la rete dei 205 punti
di vendita diretta cooperativi dell’Emilia Romagna.

“Ci siamo chiesti come la cooperazione poteva intervenire nell’attuale congiuntura economica caratterizzata da alti prezzi al consumo dei generi alimentari, tendenza che si
protrarrà anche nei prossimi anni – ha detto il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni in occasione della presentazione della Guida ai prodotti cooperativi dedicata
all’Emilia-Romagna “Il Gusto della Cooperazione” – e come prima azione abbiamo voluto indagare il canale della vendita diretta che mostra una sempre maggiore attenzione da parte dei
consumatori, attratti dalla qualità ma anche dal risparmio che questa strada può assicurare”.

Dallo studio condotto nella regione emerge che i 205 punti vendita hanno realizzato nel 2006 oltre 75,8 milioni di euro di fatturato. Ciò significa che nell’anno in questione sono
stati venduti:

– 27.000 quintali di formaggio (in prevalenza Parmigiano Reggiano)

– 200.000 ettolitri di vino

– 40.000 quintali di frutta e verdura

– 38.000 quintali di carne e salumi

Il tasso di crescita, rispetto all’anno precedente è stato del 10%. A crescere di più è stato il settore della carne e salumi, 29%, quello lattiero
caseario 11% e quello ortofrutticolo 5%.

“A fronte di questi risultati – ha aggiunto Bruni – abbiamo lanciato un progetto per la mappatura nazionale dei punti vendita e per la realizzazione di un Marchio Cooperativo Collettivo di
qualità (integrativo e non sostitutivo di quelli aziendali) in grado di identificare chiaramente i prodotti selezionati delle cooperative agroalimentari di Confcooperative e la
loro rete di punti vendita”.

“La vendita diretta non è la panacea di tutti i problemi della commercializzazione (filiera troppo lunga, intermediazioni, potere forte della Gdo, concorrenza straniera, prodotti
contraffatti) – ha concluso il presidente di Fedagri – ma può contribuire a dare ossigeno ai bilanci delle cooperative ed essere una conveniente alternativa per il consumatore
finale che risparmia senza rinunciare alla qualità dei prodotti “.

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