Europa: programmazione dello sviluppo rurale 2007-2013

Il comitato per lo sviluppo rurale (composto di rappresentanti dei 27 Stati membri) si è pronunciato a favore di una serie di programmi di sviluppo rurale presentati dalla Danimarca,
dalla Scozia, dalla Francia (Guadalupa) e dall’Italia (Valle d’Aosta, Puglia, Sicilia e Basilicata) per il periodo di programmazione finanziaria 2007-2013.

Si tratta di programmi intesi a sostenere le infrastrutture, creare nuove fonti di reddito per le regioni rurali, promuovere la crescita e combattere la disoccupazione. La Commissione
procederà all’adozione formale di questi programmi nelle prossime settimane.
«L’adozione di questi programmi di sviluppo rurale è vitale per il futuro delle zone rurali. Questi fondi contribuiscono non solo alla diversificazione del settore agricolo, ma
sono destinati anche a finanziare importanti progetti ambientali e a creare lavoro in settori diversi dall’agricoltura» ha dichiarato Mariann Fischer Boel, Commissaria europea per
l’agricoltura e lo sviluppo rurale.

Programmi approvati

In milioni di ?

Paese o regione

Partecipazione pubblica totale

Partecipazione del FEASR[1]

Danimarca

830,3

444,7

Scozia

2 133,2

676,3

Francia:

Guadalupa

191,9

138,1

Italia (4 Regioni):
Valle d’Aosta
Puglia
Sicilia

Basilicata

118,6
1 480,6
2 106,3

648,1

52,2
851,3
1 211,1

372,6


Contesto
Nell’ambito della radicale riforma della Politica agricola comune (PAC) avviata nel 2003 anche la politica di sviluppo rurale è stata oggetto di revisione. La Commissione, dopo aver
condotto un’analisi approfondita della politica di sviluppo rurale comprendente una «valutazione di impatto estesa» della futura politica dello sviluppo rurale, aveva presentato una
proposta nel luglio 2004. Il Consiglio ha adottato nel settembre 2005 le disposizioni relative ad una nuova politica di sviluppo rurale per il periodo 2007-2013[2], ispirata ai principi della
continuità e del cambiamento.

La nuova normativa continua ad offrire una serie di misure per le quali gli Stati membri possono ottenere finanziamenti comunitari nell’ambito di programmi integrati di sviluppo rurale. Cambia
però la maniera in cui sono elaborati i programmi, con un accento più forte sui contenuti strategici e sullo sviluppo sostenibile delle aree rurali. Per la futura politica dello
sviluppo rurale sono stati perciò definiti i tre settori centrali di intervento seguenti (i cosiddetti assi):

1) miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale,
2) sostegno alla gestione del territorio e al miglioramento dell’ambiente,
3) miglioramento della qualità di vita e promozione della diversificazione delle attività economiche.

Cfr. anche:
https://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/index_it.htm

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