ERSILIA BRONZINI MAJNO CHE HA ANTICIPATO LA MODERNA CONCEZIONE DEL WELFARE
18 Ottobre 2026
Ersilia Bronzini Majno è stata una delle figure più importanti, e oggi meno ricordate, della Milano progressista tra Ottocento e Novecento.
Ha dedicato la vita all’emancipazione femminile, alla tutela dell’infanzia, alla dignità delle lavoratrici e alla lotta contro lo sfruttamento delle donne: una riformatrice sociale che ha trasformato la beneficenza in un diritto e l’assistenza in uno strumento di autonomia.
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Milano, 18 ottobre 2026
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
ERSILIA BRONZINI MAJNO CHE HA ANTICIPATO LA MODERNA CONCEZIONE DEL WELFARE
di Ben Sicchiero
Ersilia Bronzini Majno è stata una delle figure più importanti, e oggi meno ricordate, della Milano progressista tra Ottocento e Novecento. Ha dedicato la vita all’emancipazione femminile, alla tutela dell’infanzia, alla dignità delle lavoratrici e alla lotta contro lo sfruttamento delle donne: una riformatrice sociale che ha trasformato la beneficenza in un diritto e l’assistenza in uno strumento di autonomia.

È nata a Milano il 22 giugno 1859, in una famiglia della piccola borghesia commerciale. Il fallimento dell’attività paterna l’ha costretta a interrompere gli studi, mentre i fratelli hanno potuto proseguire fino alla laurea. Questa disparità, comune nell’Italia ottocentesca, ha rappresentato una delle contraddizioni che Ersilia ha combattuto per tutta la vita.
Ha continuato a studiare privatamente, approfondendo lingue straniere, storia, letteratura e filosofia. Nel 1883 ha sposato Luigi Majno, avvocato milanese vicino al movimento socialista, poi deputato dal 1900 al 1904. Dal matrimonio sono nati tre figli: Carlotta (1884), Edoardo (1886) e Maria, detta Mariuccia (1888). Il marito ha condiviso e sostenuto molti dei suoi ideali, ma Ersilia ha conquistato subito una propria autonomia intellettuale e organizzativa.

La prima uscita “pubblica” di Ersilia è avvenuta nel 1898. Dopo la sanguinosa repressione dei moti milanesi contro la tassa sul pane da parte del generale Bava Beccaris, ha partecipato alla costituzione del Comitato in favore degli arrestati. Il regnante di allora, Umberto I, chissà perché, verrà ricordato come il “Re Buono” nonostante avesse lodato e premiato l’autore della strage.
L’anno successivo, 1899, Ersilia ha partecipato alla fondazione dell’Unione Femminile Nazionale insieme ad altre protagoniste della vita sociale e culturale, tra cui la poetessa Ada Negri e la filantropa e femminista Nina Rignano Sullam. L’associazione ha perseguito obiettivi allora rivoluzionari: istruzione femminile, tutela delle lavoratrici, assistenza alle madri, protezione dei minori e diritto di voto alle donne. Ha lavorato anche con Alessandrina Ravizza e Anna Kuliscioff, inserendosi in quella rete di donne che ha contribuito a costruire le prime istituzioni di assistenza sociale moderna a Milano. Ed è stata particolarmente attiva nella Guardia Ostetrica, che offriva assistenza gratuita alle madri meno abbienti, e nelle organizzazioni di mutuo soccorso delle operaie.
Nel giugno del 1901 Ersilia ha perso la figlia minore Mariuccia, morta di difterite a soli tredici anni. È stato un dolore immenso, ma da quella tragedia è nata la sua iniziativa più celebre.
Il 14 dicembre 1902, in via Monte Rosa 6, è stato inaugurato l’Asilo Mariuccia, un’istituzione destinata ad accogliere bambine e adolescenti abbandonate, vittime di abusi o esposte allo sfruttamento sessuale. L’Asilo si è distinto dalle tradizionali opere caritative per il suo carattere laico, l’accoglienza senza discriminazioni religiose e la volontà di insegnare un mestiere alle ragazze. Per Ersilia, infatti, non era sufficiente togliere una giovane dalla strada: bisognava darle gli strumenti economici e culturali per costruirsi una vita indipendente, impegno che è durato fino alla morte, avvenuta nel 1933 a 73 anni.
A questo punto della narrazione ha tutto il diritto di entrare in scena il marito Luigi Majno, tanto le loro vite – sentimentali, politiche, sociali – sono trascorse in simbiosi. Majno ha redatto lo Statuto ed è stato il primo presidente della Società Umanitaria.
L’istituzione ha realizzato nel 1906, in via Solari, il più moderno quartiere operaio modello di Milano, seguito nel 1909 da quello delle Rottole, oggi viale Lombardia. Non soltanto abitazioni decorose e affitti accessibili, ma biblioteche, scuole e servizi collettivi: una concezione dell’edilizia popolare straordinariamente moderna per l’epoca.
Ersilia non ha avuto un ruolo diretto nella progettazione di quei quartieri, ma attraverso l’Unione Femminile ha condiviso e sostenuto gli stessi ideali di progresso sociale, promuovendo l’assistenza alle lavoratrici, l’istruzione e la tutela dell’infanzia. È stata così protagonista di quella Milano riformatrice che ha sostituito la beneficenza tradizionale con una nuova cultura dei diritti e della dignità umana.
Ad oltre un secolo, Asilo Mariuccia, case popolari, Unione Femminile Nazionale, Società Umanitaria sono attive ancora oggi nonostante guerre e fascismo, anticipando una moderna concezione del welfare.
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