Enti locali: il riassetto è urgente

Ieri a Torino si è svolto il primo confronto istituzionale sulla proposta di disegno di legge regionale per il riassetto amministrativo degli enti locali.

Erano presenti i rappresentanti della Regione, delle Province, Uncem, Anci e delle altre autonomie locali per discutere le linee guida della proposta.

Che sono: l’adeguamento della consistenza territoriale e demografica delle Comunità montane a criteri di omogeneità socio-economica; rafforzamento delle funzioni di sostegno alle
zone montane, di promozione tutela e sviluppo del territorio; razionalizzazione degli apparati istituzionali; contenimento della spesa pubblica.

Per la Provincia di Biella era presente l’assessore Claudio Marampon, che commenta: «È una proposta che dobbiamo sapere interpretare nei suoi valori virtuosi, che sono quelli di un
rilancio delle aree montane e di una razionalizzazione della governance. Un altro aspetto virtuoso mi sembra il fatto che le comunità montane non sono considerate come semplice fonte di
«costi» da eliminare, bensì come enti indispensabili alla tutela di zone difficili».

Il contenuto di questa proposta «trova la nostra amministrazione d’accordo, e non da oggi» prosegue Marampon. Che aggiunge: «Ne parlò il presidente Scaramal in tempi
non sospetti, anticipando quello che la legge finanziaria 2008 ha stabilito per legge. Già nel programma elettorale, infatti, indicavamo con precisione le nostre priorità:
innovazione amministrativa, infrastrutture, gestione dei beni comuni. Una posizione ribadita in consiglio provinciale dallo stesso presidente durante la discussione sul bilancio 2006».

Le parole di Scaramal: «Ripensare, oggi, l’assetto amministrativo dei governi locali è un orizzonte imprescindibile per una classe politica che si propone riforme serie. Ripensare
la «geografia» politica dei territori più piccoli è addirittura un dovere. Facciamo una panoramica sul Biellese: 82 Comuni, 6 Comunità montane, 2
Comunità collinari, una decina di Società pubbliche di servizio. Il tutto per 188mila abitanti. Non si può negare che siamo di fronte a una realtà notevolmente
frammentata, calibrata su un’idea di governo locale superata. Una realtà amministrativa le cui maglie talvolta si sfibrano traducendosi in obiettive difficoltà di gestione che i
cittadini rischiano di interpretare come incapacità di fare e decidere da parte di chi ha il compito di governare. Questo eccesso di enti comporta difficoltà nel gestire risorse
(anche economiche) che potrebbero essere usate diversamente; inoltre, il tempo necessario a coordinare un alto numero di soggetti (spesso divisi sui metodi se non sugli obiettivi) e un
conflitto di competenze e funzioni configurano una realtà che dobbiamo essere capaci di cambiare».

Ancora Scaramal: «Credo siano maturi i tempi per costituire le Unioni dei Comuni previste dalla legge, per dimezzare le Comunità montane, per creare un sistema consortile di
gestione dei servizi costituendo una unica azienda pubblica multiservizi, come abbiamo fatto con Cordar Energia e Cordar.it. Con queste operazioni si ridurrebbero le Giunte e i Consigli di
amministrazione, si conterrebbero i costi ottimizzando le risorse e incrementando le capacità di azione dell’intero sistema locale. Un percorso che richiede certamente un impegno
congiunto e uno spirito di collaborazione del territorio e che contiamo di cominciare presto. Perciò la proposta di legge regionale trova questa amministrazione disponibile a partecipare
con convinzione».

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