Englaro, la Procura di Udine requisisce la cartella clinica

Englaro, la Procura di Udine requisisce la cartella clinica

 

Caso Englaro: la Procura di Udine continua a giocare un ruolo spropositato nella vicenda, fingendo di esservi costretta dalla situazione. In realtà si critica tanto (spesso a
sproposito) il protagonismo dei giudici, ma qui siamo davvero davanti a un’invasione di campo.

L’ultima iniziativa della Procura è stata quella di inviare i carabinieri del Reparto Operativo del Comando provinciale di Udine, su delega del Procuratore Antonio Biancardi, a
sequestrare la documentazione sanitaria di Eluana nella casa di riposo La Quiete, assieme ad altri documenti che il pm Biancardi, titolare dell’inchiesta, ha indicato agli ufficiali di
Polizia giudiziaria.

Ieri è fallito l’agguato del governo
L’iniziativa della Procura è tanto più inusuale, in quanto può essere collegata al fallimento dell’agguato del “decreto urgente”, fatto apposta per Eluana, fallito
ieri perché bloccato dal no del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Il presidente della Repubblica, ha fatto sapere, infatti, di non avere intenzione di firmare il decreto “ad hoc” per Eluana che il governo ha scritto in tutta fretta, senza tenere in
alcun conto le sollecitazioni del presidente della Repubblica a varare una legge organica sul testamento biologico, anziché procedere “a strappi” e secondo il caso per caso,
sollecitato dalle autorità del Vaticano. 
Il provvedimento, dopo il sì di Berlusconi, a sua volta titubante a intraprendere questa strada, per ora è “congelato”, ma resta nel governo (e in particolare nel ministro
ultrà Sacconi e nei suoi sottosegretari come Eugenia Roccella) la voglia di “menare le mani”, cioè di bloccare la volontà della famiglia Englaro con qualsiasi
mezzo.
A questo punto è una corsa contro il tempo: la sospensione progressiva dell’alimentazione di Eluana potrebbe partire già domani, e da ambienti della maggioranza si fa
notare che al massimo entro 48 ore dal distacco del sondino il decreto dovrà essere esecutivo.
La famiglia Englaro sottolinea che il ricorso a un decreto sarebbe “costituzionalmente aberrante” e Beppino Englaro spiega che “sua figlia è stata violentata”.

Veltroni: intervento inaccettabile
“Penso che la politica si sta infilando troppo in questa vicenda che non puo’ che essere affidata alla responsabilita’ e all’amore dei genitori di Eluana e alle sentenze che sono state
emanate dai diversi gradi di giudizio”: lo ha detto il segretario del Pd Walter Veltroni a margine della sua visita senese all’azienda di Vaccini Novartis. “Un intervento della politica
così pesante – ha detto il segretario del Pd commentando l’intenzione del governo di varare un decreto legge ad hoc – sarebbe per me inaccettabile.
Penso che il parlamento dovrà fare una legge sul testamento biologico e che ci siano le condizioni per una legge umana e giusta; ma non è materia nella quale poter fare
colpi di scena propagandistici. Questa è materia molto delicata nella quale la politica debba fare un passo indietro e lasciare che le cose siano delineate da fatti oggettivi
come l’amore dei genitori per Eluana e le tante sentenze diverse”.
Anche il senatore del Pdl, Della Vedova (di estrazione radicale) propone una veglia sotto Palazzo Chigi, fino al Consiglio dei ministri di oggi, per impedire il varo del decreto.

Fini non è d’accordo col governo: sarebbe un grave errore
Non c’è solo il disaccordo di Napolitano e quello del leader dell’opposizione Walter Veltroni ma. ad esprimere dubbi sulla necessità di intervenire con un decreto sulla
vicenda di Eluana Englaro, sarebbe stato anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
La terza carica dello Stato ha invitato, riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, l’esecutivo “a riflettere” sull’utilizzo di un tale strumento. Fini senza mezzi termini,
spiegano le stesse fonti, avrebbe parlato di “grave errore” per le ragioni espresse nei giorni scorsi. Alcuni giorni fa il presidente della Camera aveva invitato a non intervenire e a
rispettare la decisione dei genitori. 

E la Procura di Udine apre un’inchiesta sui familiari di Eluana
Non ci sono limiti alle pressioni su Beppino Englaro e gli altri familiari di Eluana. La Procura della Repubblica di Udine ha deciso, ora, di verificare le testimonianze di amici e
parenti sulla volontà espressa da Eluana Englaro.
Lo si è appreso in ambienti giudiziari friulani secondo i quali la decisione di verificare le testimonianze di amici e parenti è stata presa dalla Procura sulla base dei
contenuti di alcuni esposti inviati in questi giorni a Polizia, Carabinieri e alla Procura stessa.
E l’escalation continua, in quanto ci sono già state numerose sentenze in proposito e non si capisce ora cosa possa aggiungere l’iniziative della Procura di Udine, appositamente
“allertata2 dalla campagna in corso.

Dubbi sul decreto legge di Berlusconi
Un decreto legge può impedire l’esecuzione di una sentenza già passata in giudicato? I giuristi sono concordi nel dire che è impossibile, altrimenti avremmo una
legislazione retroattiva, una vera e propria aberrazione. Ma Berlusconi, premuto dall’ala più oltranzista del governo, dopo aver mantenuto il “low profile” per settimane, si
sarebbe convinto a scendere in campo personalmente, proponendo – appunto – un decreto legge “ad hoc”.

Una manovra a tenaglia
Del resto è in atto un’ingiusta manovra a tenaglia. Il ministro Sacconi impedisce alle strutture convenzionate col servizio pubblico di attuare la sentenza per Eluana, col
ricatto economico. E il suo sottosegretario Eugenia Roccella mette nel mirino La Quiete di Udine, perché la struttura “Non è adatta a eseguire la sentenza della Corte di
Milano”.
Secondo il sottosegretario di Sacconi “l’assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Wladimir Kosic, ritiene che la Clinica La Quiete non possiede le condizioni per attuare il
decreto della Corte di appello di Milano ai fini della sospensione della nutrizione e idratazione artificiale ad Eluana Englaro”. 
Da segnalare che l’intervento della Roccella era stato anticipato nei giorni scorsi dalle parole del ministro Sacconi, che aveva usato un tono altrettanto intimidatorio: “Verificheremo
l’idoneità della clinica”. Detto, fatto.
Domani mattina potrebbero, invece, già iniziare la sospensione dell’idratazione in quella che è diventata una battaglia che lascia sgomenti.

Le campane a morto di un Vescovo
E che non risparmia i suoi colpi, come quello del vescovo che “Di fronte a questa vicenda così terribile e così sostanzialmente diabolica a partire da oggi e per i
prossimi tre giorni, le Chiese della Diocesi, al calare del Vespero, suonino a morto per un congruo periodo di tempo”. Monsignor Negri nel suo messaggio “chiede altresì a tutte
le comunità religiose e a tutte le famiglie di recitare una corona del rosario come richiesta umile alla Madonna che, colei la cui vita è stata rifiutata sulla terra,
venga accolta e custodita per sempre dalla materna misericordia di Maria”.
Da segnalare anche una nuova uscita del ministro Sacconi, dallo stesso tono intimidatorio già usato in precdenza: “Verificheremo l’idoneità della clinica”.

Le parole meditate di Fini e Napolitano
Ben diverso il linguaggio usato dal presidente della Camera, Gianfranco Fin.: “Invidio chi ha certezze sul caso Englaro. Personalmente non ne ho, nè religiose nè
scientifiche. Ho solo dubbi, uno su tutti: qual è e dov’è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire
una risposta. E avverto il dovere di rispettarla”: è quanto si legge in una nota molto coraggiosa, visti gli anatemi che circolano, dal Presidente della Camera dei
deputati.
I vescovi italiani parlano di eutanasia e hanno insistito per tutta la giornata, assieme alle componenti più estremiste del movimento cattolico, su una campagna martellante
contro il padre e i familiari della ragazza. A loro è sembrato rispondere, indirettamente, il presidente della Repubblica. In Italia nessuno parla di introdurre l’eutanasia, ma
il caso di Eluana Englaro impone una pronta approvazione della legge sul testamento biologico che regoli i momenti finali della vita. Giorgio Napolitano, in visita di stato nel
Granducato del Lussemburgo, sottolinea che si tratta di “questioni delicate” che necessitano di una “discussione pacata”. Tutto questo “nulla ha a che vedere con l’eutanasia”. Il caso
Englaro nasce attorno al fatto che “la Cassazione ha colmato un vuoto legislativo, il quale deve essere colmato in modo definitivo dal Parlamento”.

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