«Energia rinnovabile, prospettive e nuovi scenari»

 

Le energie rinnovabili per il rispetto dell’Ambiente e come volano per lo sviluppo economico della Puglia, ma anche uno sguardo all’economia globale passando per la crisi
dei mutui e il prezzo del petrolio. Sono stati questi i temi al centro della prima sessione del forum della Regione Puglia «Energia rinnovabile, prospettive e nuovi
scenari», in programma oggi e domani nello Spazio 7 della Fiera del Levante.

Questi in sintesi i primi interventi.

Sandro Frisullo vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico ed Innovazione Tecnologica della Regione Puglia:

Il forum sulle energie rinnovabili rappresenta uno tra i più significativi appuntamenti della Fiera del Levante ed è lo specchio di un Mezzogiorno dinamico. A nome del
Governo della Puglia posso dire che avvertiamo la consapevolezza di rappresentare un pezzo del Mezzogiorno attivo che agisce in un contesto internazionale puntando sulle risorse
intellettuali per la modernizzazione e la specializzazione competitiva della sua economia. Sin dall’inizio della nostra azione di governo il tema delle energie rinnovabili
è stato un punto centrale di questa consapevolezza e l’agenda di governo ha fissato priorità molto concrete come ad es. l’adozione del PEAR il piano energetico
ambientale della Regione Puglia, la delibera 35 del 2007 per la semplificazione e la legge che ha esteso la DIA per impianti sino ad 1 MW.

Gravi conseguenze climatiche prodotte dalle emissioni di gas serra impongono un cambiamento radicale sul consumo e sulla produzione delle fonti energetiche. La Puglia ha insediamenti
tra i più grandi d’Europa ed è diventata un territorio che produce il 10% dell’energia nazionale, il doppio di quella che consuma, esportandone, quindi,
metà, in un quadro di solidarietà e responsabilità nazionale. Siamo consapevoli dei vincoli che ci legano al Paese e alle altre Regioni. Non lamentiamo un
federalismo compensativo, rivendicando indennizzi per il surplus che riusciamo a produrre. Sarebbe facile e legittimo visto che altri, per molto meno, negoziano con il governo
nazionale, e si tratta spesso di territori più ricchi di noi.

Riconosciamo le legittime aspettative di ammodernamento della rete elettrica come di migliori condizioni tariffare ma la nostra sfida principale si svolge su altro terreno, quello
dell’uscita da una sorta di anarchia, attraverso la definizione di un piano, nei limiti delle competenze regionali, allo scopo di democratizzare le politiche energetiche, di
riconvertire le energie da fonti fossili e differenziare quelle rinnovabili, portandole dal 3 al 20% rispetto alla produzione complessiva. Oggi produciamo 700 MW di energia da fonte
eolica e 20 MW da fotovoltaico. Nel settore delle fonti eoliche siamo i primi in Italia. Siamo al terzo posto nella produzione di energia da fotovoltaico e continuiamo a ricevere
richieste di autorizzazioni che ci porteranno ad essere tra i siti più importanti del Paese. Ci sono molte domande di investimenti per la produzione di un totale di 20.000 MW
dalle rinnovabili. Si tratta di cifre alle quali diventa anche per noi difficile rispondere. Tutto questo lavoro ci porterà ad una crescita del 20% nel mix delle fonti e stiamo
sostenendo tutti gli investimenti che siano rivolti in questa direzione.

Oltre alle regole e alle norme per implementare le rinnovabili vogliamo anche pensare alla possibilità di realizzare in Puglia la filiera produttiva e tecnologica. Non è
un obiettivo velleitario. La Puglia può diventare non soltanto il luogo dove principalmente si istallano impianti ma anche la sede di produzione componentistica e tecnologica.
Siamo ancora troppo dipendenti dall’Estero.

Oggi in Italia si parla di nucleare, un tema che ci divide dal governo nazionale ma va considerato anche che in Puglia esistono grandi opportunità sul fronte delle rinnovabili
che avremmo già dovuto saper cogliere in passato. Dobbiamo chiederci perché ciò che è stato possibile in Germania non possa essere possibile qui. I tedeschi
hanno maturato una crescita tecnologica e di riconversione nella produzione di energia da fonti rinnovabili che ha permesso una crescita generale del sistema delle imprese e
dell’occupazione giovanile. Sono convinto che in Puglia e nel Mezzogiorno in generale si possa seguire la stessa direzione. Vogliamo integrare pienamente le nostre piccole e medie
imprese nella filiera. A tal fine possiamo contare sul nuovo ciclo di fondi strutturali pari a 1.700 MLN di Euro e realizzare un grande piano energetico regionale. Scommettiamo tutti
sul successo di questa impresa perché essa rappresenta l’unica possibilità per coniugare la tutela dell’ambiente e la crescita territoriale.

Il Forum rappresenta la maturità di una nuova classe dirigente che non utilizza la spesa pubblica per il consenso ma quale volano fondamentale per sostenere un sistema nel quale
la politica fornisce gli indirizzi e le regole ma le Università e le imprese devono lavorare insieme per incrementare la qualità dei progetti e meritare i finanziamenti.

La prima sessione ha trattato il tema dello «Scenario Economico ed Energetico».

Dominick Salvatore, professore emerito di Economia Internazionale alla Fordham University di New York:

La crisi finanziaria in corso è iniziata nel 2006 negli USA, ed era originariamente legata ai mutui subprime. Successivamente si è estesa ad altri settori della finanza
americana per poi influenzare tutti gli altri mercati. Si tratta della prima crisi finanziaria del secolo.

Gli USA hanno fatto di tutto per sopportare la crisi, mantenendo tassi molto bassi, immettendo liquidità e prevedendo una serie di incentivi fiscali. In un clima in cui è
venuta a mancare la fiducia finanziaria, i mercati non si sono tranquillizzati e la crisi si è acuita. Credo tuttavia che il momento più difficile sia stato già
raggiunto. Ci sarà sicuramente una crescita lenta sino alla metà del prossimo anno ma intanto occorre cambiare regolamenti e aumentare la trasparenza. Tutto ciò
potrà contribuire ad aiutare la FED a tranquillizzare i mercati.

La crescita dei prezzi del petrolio dipende come sempre dal rapporto tra la domanda e l’offerta. In un contesto come quello attuale è sufficiente un piccolo aumento della
domanda per far aumentare i prezzi. Va detto tuttavia che rispetto alle pessimistiche previsioni, dopo una prima impennata, il prezzo del petrolio ha preso a scendere perché per
la prima volta c’è stata anche una flessione della domanda da parte dei Paesi sviluppati, nonostante il continuo incremento proveniente dai Paesi come Cina e Giappone.

E’ apprezzabile lo sforzo della ricerca sulle fonti energetiche rinnovabili, anche se ciò non potrà inevitabilmente avere riflessi nel breve periodo. Per avere alte
percentuali di produzione di queste energie ci vorrà del tempo.

Nel frattempo, consumare energia da fonti fossili e continuare a contribuire all’inquinamento è inevitabile, perché qualsiasi delle fonti energetiche più
diffuse inquina, ma occorre fare un altro tipo di considerazione e affrontare una scelta. Se ci sono prodotti che riteniamo troppo inquinanti dovremmo poter dire che questi non ci
servono.

Cosimo Lacirignola presidente della Fiera del Levante:

Oggi la Fiera del Lavante è uno spaccato di quel microcosmo che sta vivendo un po’ tutti questi temi. Riguardo le tematiche energetiche, occorre prendere consapevolezza che
il mondo è cambiato e vanno cambiati i paradigmi. Non so se oggi siamo migliorati nella produzione delle fonti rinnovabili, se siamo già pronti a riconvertire tutte le
nostre energie ma credo dovremmo pensare alla necessità di facilitare il progresso tecnologico. Cina e India crescono velocemente, sono due Paesi «energivori»,
occorre uno sforzo tecnologico per le alternative. Qui in Puglia si punta sul rinnovabile ma soprattutto sulla conoscenza all’interno delle Università: questo è il
sud che vorrei rappresentare con la fiera. L’anno prossimo o tra un anno e mezzo il nostro padiglione sarà completamente autosufficiente a livello energetico. Come ha
affermato il prof. Salvatore, tutto impatta, occorre fare delle scelte ma la creatività è il nostro futuro, la nostra speranza, ed è in mano ai giovani.

Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, ordinaria di Economia dell’Università La Sapienza di Roma:

Non c’è mai stato un periodo così difficile della finanza mondiale, quantomeno negli ultimi 30 anni. La volatilità e la debolezza dei mercati si riflette
anche sulla debolezza delle previsioni. Il Prof. Salvatore ha anticipato elementi valutativi sui quali concordo. Anch’io considero che i mercati finanziari avranno ancora delle
difficoltà ma non siamo lontani dall’aver raggiunto il fondo. Il contagio sui mercati reali non è così forte da farci tornare alla crisi del ‘29.

Non concordo invece sui giudizio riguardanti la BCE, che a mio avviso non è stata abbastanza cauta. Ritengo che nel giudicare come si è mosso il prezzo del petrolio negli
ultimi anni e da come si muove ora, occorre certamente guardare alle dinamiche tra domanda e offerta ma anche alla speculazione nella domanda. Il prezzo è cresciuto più
del 20%, ci sono pressioni di domanda da Paesi emergenti ma anche da Paesi sviluppati e credo che il declino del prezzo del petrolio sia avvenuto per il rallentamento della crescita dei
paesi emergenti, oltre alla recessione o stagnazione dei Paesi sviluppati. Le speculazioni negli USA sono state facilitate dai tassi molto bassi. Oggi la speculazione è molto
più ridotta perché la Banca Centrale Americana ha ribassato di molto i tassi, annunciando al tempo stesso che non li taglierà più. Questa nuova politica
ritengo sia positiva.

I mercati finanziari sono globalizzati: ciò che accade a Tokio si sente anche a Francoforte così come avviene tra gli USA e Londra. Tutti reagiscono quasi sempre nella
stessa direzione. La crisi, tuttavia, rimane soprattutto americana. E’ così forte che i Paesi maggiormente coinvolti hanno dovuto utilizzare strumenti ormai da tempo
abbandonati. La crisi lambirà l’Europa ma Draghi sostiene che l’Italia ne sarà coinvolta molto meno.

Si stanno studiando misure (come ad es. un fondo per acquisire i fondi subprime) che potrebbero aiutare l’andamento dei mercati reali. Certamente il sistema di vigilanza in Europa
è sempre stato più attento e questo ci ha garantito una maggiore protezione.

Tuttavia la situazione europea non è delle più rosee. La Germania, il Paese che meglio rappresenta il quadro continentale va verso la recessione; una recessione tuttavia
con sviluppo, atteso già nell’ultimo quadrimestre.

L’Italia, invece, pur non avendo recessione si trova in stagnazione (0,1% di crescita PIL) con incremento dell’inflazione e problemi ormai strutturali come quello del debito
pubblico che ha raggiunto il 103%.

Pia Saraceno Amministratore Delegato REF (Ricerche per l’Economia e la Finanza):

Parlando di energie rinnovabili dobbiamo volgere lo sguardo al lungo periodo e alle scelte di investimento. Nel frattempo però non ritengo dannoso l’alto livello del prezzo
del petrolio, in quanto l’attuale situazione può impone indubbiamente alcune scelte sul consumo petrolifero e indirizza la ricerca su altre fonti..

E’ altrettanto vero però che le tendenze di prezzi alti del petrolio, in concorrenza con una situazione di recessione, nel medio periodo hanno l’effetto di frenare la
ricerca sulle fonti alternative perché anche quest’ultima ha costi elevati. Vero è che l’Europa si è posta il problema di riorganizzare la propria
struttura di produzione energetica e dei mercati al fine di garantire la sicurezza di approvvigionamento, ridurre l’impatto climatico e favorire la liberalizzazione del settore.

Si tratta di obiettivi ambiziosi. In prospettiva l’Italia sta ragionando anche sull’idea di costruire centrali nucleari. Si tratta di progetti ancora molto fumosi che non
andranno tuttavia a ridurre la domanda da fonti fossili (o almeno non del tutto) bensì le importazioni e quindi avrebbero effetti molto limitati sulla riduzione di Co2.

Sulle energie rinnovabili c’è ancora una grande confusione che nasce dalla definizione di documenti diversi. La legislazione è in evoluzione; nella primavera del
2009 arriverà una nuova direttiva europea che dovrà portare a ridefinire tutto. E’ un percorso rallentato che aumenta i costi di produzione ma anche le rendite di
chi le produce. Perché i produttori devono tenere conto di uno scenario ancora rischioso. Occorre maggiore chiarezza e riprendere l’intera materia in modo più
organico.

A seguire saranno discusse le «Regole e cambiamenti climatici per l’energia sostenibile» argomento alimentato dai contributi di prestigiosi nomi del mondo della
ricerca e della tutela ambientale, come Gianni Silvestrini direttore del Kyoto Club, Giampiero Maracchi direttore dell’Istituto di Biometerologia (CNR) Vittorio Cogliati Dezza
presidente di Legambiente, e Massimo Tavoni del CMCC (Centro Euro – Mediterraneo Cambiamenti Climatici).

La sessione del pomeriggio, presieduta da Maria Latella – giornalista SKY TG 24 – sarà aperta dal videomessaggio di Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends
(FOET) e della Greenhouse Crisis Foundation. Successivamente si parlerà di «energia rinnovabile in Italia», attraverso gli interventi divisi per settore: Gianluigi
Angelantoni presidente di Archimede Solar Energy e Amministratore Delegato di Angelantoni Industrie parlerà di energia solare. Simone Togni, segretario generale di ANEV
(Associazione Nazionale Energia del Vento) introdurrà il tema dell’energia eolica. Dell’energia dell’idrogeno parlerà invece Vincenzo Naso, di H2Roma – Università
La Sapienza. Di biomasse discuterà Paolo Carnemolla, presidente di Federbio.

L’assessore all’Ecologia della Regione Puglia, Michele Losappio, svilupperà uno specifico focus sull’energia rinnovabile in Puglia. L’argomento delle «Reti in
Italia» sarà affrontato dai maggiori rappresentanti dell’industria energetica italiana: Domenico Dispenza direttore generale di Divisione Gas & Power dell’ENI,
Livio Gallo direttore Divisione Infrastrutture e Reti Italia dell’ENEL, Gianni Armani direttore Pianificazione e Sviluppo Rete di Terna, Claudio Di Mario, responsabile Affari
Istituzionali di EDISON, e Paride De Masi, Coordinatore Nazionale Energia da Fonti Rinnovabili di Confindustria..

Il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Adolfo Urso concluderà la sessione.

Tra i due dibattiti avverrà la firma di un protocollo d’intesa tra Terna e Regione Puglia.

 

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