Dopo la dichiarazione FAO aumentano i prezzi di tutti i prodotti agricoli

Con l’approvazione della dichiarazione sono aumentati i prezzi di tutti i prodotti agricoli con incrementi record in un solo giorno che variano dal 4 per cento di riso, grano e soia al 5 per
cento per mais e orzo al Chicago Board of Trade che rappresenta il punto di riferimento per il commercio internazionale delle materie prime agricole.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti svolta per verificare gli effetti reali sul mercato della dichiarazione conclusiva del Vertice della Fao.

Il repentino aumento dei prezzi dei prodotti agricoli sembra suggerire che gli impegni assunti dal Vertice della Fao non sono in grado di fermare la speculazione internazionale che – sostiene
la Coldiretti – si è spostata dai mercati finanziari a quelli dei prodotti agricoli.

Secondo l’analisi della Coldiretti, dall’inizio dell’anno in cinque mesi le speculazioni sulla fame hanno bruciato quasi 60 miliardi di euro solo per il grano con il prezzo che si è
impennato del 60 per cento per poi tornare rapidamente ai valori iniziali. Dall’inizio dell’anno – spiega la Coldiretti – il prezzo del grano ha iniziato ad aumentare per raggiungere il massimo
storico di oltre 30 centesimi di euro per chilo (circa 12,50 dollari per bushel) all’inizio di marzo per poi continuare con un andamento altalenante che lo ha riportato oggi al valore iniziale
di circa 20 centesimi di euro per chilo (7,85 dollari per bushel).

Il grano – continua la Coldiretti – è il cereale più prodotto e consumato nel mondo dal quale dipende la sopravvivenza di miliardi di persone con un raccolto mondiale di quasi 600
milioni di tonnellate con le speculazioni sulle aspettative future che hanno provocato aumenti di prezzi al dettaglio, restrizioni commerciali e accaparramenti che hanno ridotto le
disponibilità sul mercato con disordini ed emergenze alimentari in molti Paesi.

La gestione finanziaria dei commerci mondiali di cibo aperto le porte alle grandi speculazioni internazionali che stanno «giocando» senza regole sui prezzi delle materie prime
agricole dove – ha precisato il presidente della Coldiretti Sergio Marini – hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti in
molti Paesi.

Per dare stabilità ai mercati occorre investire – ha continuato Marini – nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole
regionali che sappiano potenziare le produzioni locali da orientare al consumo interno per sfamare la popolazione. Gli ultimi mesi – ha concluso Marini – hanno dimostrato la grande
vulnerabilità di un sistema impostato sulla liberalizzazione spinta del mercato che ha favorito una nuova «colonizzazione» dei paesi piu’ poveri che sono stati indotti dagli
alti prezzi ad esportare invece che a soddisfare il crescente fabbisogno interno

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