Diritto del lavoratore di ottenere dall'INPS, in caso di insolvenza del datore di lavoro, la corresponsione

D: Se in caso di dimissioni il mio datore di lavoro fallisse e restasse insolvente chi mi corrisponderà il TFR e come sarei garantito?

R: In caso di insolvenza del datore di lavoro il lavoratore ha diritto di ottenere dall’INPS la corresponsione del T.F.R. a carico dello speciale fondo di garanzia di cui all’art. 2 della L. n.
297 del 1982. Tale fondo, che ha natura di diritto di credito ad una prestazione previdenziale, come ha stabilito la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, del 19 dicembre 2005, con sentenza n.
27917, è perciò distinto ed autonomo rispetto al credito vantato nei confronti del datore di lavoro e resta quindi esclusa la fattispecie di obbligazione solidale.

Il diritto si perfeziona al verificarsi dei presupposti previsti da detta legge cioè a fronte di una insolvenza del datore di lavoro, della verifica dell’esistenza e misura del credito
in sede di ammissione al passivo, ovvero all’esito di procedura esecutiva, e quindi non si perfeziona con la cessazione del rapporto di lavoro. La conseguenza è che, prima che si siano
verificati tali presupposti, nessuna domanda di pagamento può essere rivolta all’INPS e, pertanto, la prescrizione del diritto del lavoratore anche nei confronti del Fondo di garanzia
non può decorrere.

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