Direttiva Nitrati: incontro del Comitato Tecnico

Torino – «Il Piemonte è chiamato ad affrontare l’applicazione della Direttiva Nitrati con molta concretezza e con sollecitudine: siamo di fronte a una procedura di
infrazione da parte dell’Unione Europea, per la non compiuta applicazione di una direttiva che risale ormai al 1991, si tratta ora di lavorare, con senso di responsabilità da parte di
tutti i soggetti coinvolti, perché l’intero territorio, possa trovare soluzioni adeguate e realizzabili, e avviare un percorso che ci porti a superare la procedura di
infrazione
».

Lo ha affermato l’Assessore regionale all’Agricoltura, Mino Taricco, intervenendo questa mattina a Torino al Comitato Tecnico con le Province piemontesi e le Organizzazioni Professionali
Agricole, e con la presenza di funzionari degli Assessorati Regionali Agricoltura e Ambiente.
«Siamo consapevoli delle difficoltà del comparto zootecnico in questo momento – ha precisato l’Assessore – e delle complicazioni che i nuovi regolamenti, adottati in
recepimento della Direttiva Comunitaria, creeranno alle imprese; abbiamo quindi piena consapevolezza di doverlo fare nel modo meno burocratico e con la maggiore flessibilità possibile.
Sappiamo però anche di doverlo fare in modo concreto e reale: dovremo effettivamente ridurre l’apporto di nitrati al suolo, e la relativa distribuzione in modo utile in chiave
agronomica, per migliorare la qualità delle acque, che dovranno continuare ad essere costantemente monitorate, e per ridurre l’enorme impegno di risorse in apporto di concimazioni
chimiche. Non ultimo dovremo creare i presupposti affinché non trovi spazio una ulteriore riapertura della procedura di infrazione comunitaria.

Di fronte alla richiesta formulata dall’Unione Europea di designare tutto il territorio piemontese come vulnerabile ai sensi della Direttiva Nitrati, la Regione Piemonte, all’interno di un
accordo tra Regioni del bacino del Po, ha presentato una proposta, supportata da dati tecnici, che ha portato alla designazione di circa il 53% della pianura piemontese.»

La Direttiva Nitrati è un provvedimento dell’Unione Europea che risale al 1991, recepita come norma obbligatoria dallo Stato nel 1999 e modificata nel 2006. La sua applicazione
è stata ritenuta insufficiente dalla Commissione Europea che ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Le Regioni interessate sono ora chiamate ad applicare
in maniera stringente la normativa e ad estendere le cosiddette «zone vulnerabili» da nitrati di origine agricola, ovvero terreni sui quali l’agricoltura e l’allevamento abbiano una
intensità di presenza tale da non causare fenomeni di inquinamento delle acque.
La Regione Piemonte, sin dal 2002, ha istituito un Comitato tecnico, di cui sono parte le Province e le Organizzazioni Professionali Agricole, allo scopo di accompagnare l’adeguamento
delle aziende alle nuove norme. A partire da tale concertazione, che ha visto negli ultimi mesi un lavoro molto intenso, sono stati elaborati i criteri generali per l’individuazione di
nuovi territori vulnerabili da nitrati, approvati dal Consiglio Regionale nel dicembre scorso e successivamente dettagliati da un provvedimento della Giunta Regionale.

«Lo scopo della designazione di nuove zone – spiega l’assessore Taricco – è quello di tutelare le acque, in particolare quelle destinate a uso potabile, in
coerenza con il Piano di Tutela delle Acque, adottato dal Consiglio Regionale. Le aree sono state individuate sulla base di rilevazioni scientifiche della qualità dell’acqua
controllata dall’ARPA e in base alla tipologia dei terreni, alla loro capacità di assorbimento, ai tempi di percolazione del suolo e alle caratteristiche dell’agricoltura presente in
ogni area, e sono state affidate a pedologi, geologi e agronomi dell’IPLA e dell’Università di Torino e infine al CSI Piemonte per le elaborazioni
. Saremo chiamati adesso a
predisporre tutte le norme attuative e le procedure di calcolo. Servirà in questo lavoro grande collaborazione e ricerca di soluzioni che interpretino correttamente la zootecnia del
nostro territorio.
»
Il regolamento adottato dalla Giunta stabilisce le tappe che le aziende dovranno seguire per l’ adeguamento, che sarà progressivo, entro la fine del 2010, e che consisterà
nella dotazione di vasche di stoccaggio per liquami e letami e in una migliore distribuzione degli effluenti zootecnici sul territorio.

«Quanto alle misure di sostegno e di accompagnamento a tali provvedimenti – conclude Taricco – l’attuale normativa comunitaria esclude la possibilità di inserire gli
interventi di adeguamento alla «normativa nitrati» nel Programma di Sviluppo Rurale da poco approvato. E’ nostra intenzione chiedere di rinegoziare tale impostazione e,
qualora ciò non fosse possibile, emanare un provvedimento di sostegno specifico al di fuori del PSR.

Posso garantire tutto l’impegno della Regione Piemonte a sostegno del comparto zootecnico in generale, ed in particolare in questo momento di messa a regime del nuovo quadro di
regole.

Credo che se sapremo lavorare tutti insieme con concretezza, adesione alla realtà e volontà di trovare soluzioni pratiche, che ci aiutino a recepire nella sostanza le
indicazioni del regolamento comunitario, faremo del bene alla nostra zootecnia e al suo rapporto con il territorio.»

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