Del Turco, c'è chi ostacola le grandi imprese

Abruzzo, 12 Dicembre 2007 – In Abruzzo è esplosa «una questione drammatica: qualcuno ha deciso che l’Eni, la società italiana che fa accordi con la russa Gazprom non
deve entrare qui» Il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, dalla platea della Camera di commercio di Teramo, dove si è presentato il nuovo studio di Pino Mauro
sull’economia teramana, è tornato a parlare del centro oli di Ortona.

«C’è chi vuole impedire che l’Eni, così com’è accaduto per la Basilicata, dia 90 milioni di euro in royalties all’Abruzzo. Con quei fondi sì che potremmo
aiutare il lavoro e lo sviluppo di questa regione». L’Eni come Finmeccanica, che ha chiuso un accordo con Regione Abruzzo per la diffusione della banda larga, secondo il Presidente sono
«due vicende che stanno suscitando una grande attenzione perché in Abruzzo si sa che piccolo è bello, perciò le grandi società devono stare fuori da questo
assioma». Del Turco, chiamato in causa sullo sciopero degli autotrasportatori, ha giudicato la vicenda da «cinema dell’horror». «Ho conosciuto i capi della contestazione
nel 2000, quando ero ministro delle Finanze e li ho ritrovati come sottosegretari del Governo Berlusconi. Caduto Berlusconi ricominciano con Prodi. La situazione è la stessa».

Citando un incontro tra l’allora presidente americano Franklin Delano Roosevelt e l’associazione degli industriali, durante il quale Roosevelt li richiamò alle loro
responsabilità, anche sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro, Del Turco ha chiesto agli imprenditori abruzzesi «che oggi si lamentano» dov’erano quando «la
sanità diceva di dare assistenza e invece strangolava il bilancio regionale. Dovete parteggiare – ha invocato Del Turco – nel senso di prendere parte allo scontro politico che c’è
tra chi vuole il cambiamento e chi no. C’è un Abruzzo che dobbiamo mettere in crisi, quello che ritiene indifferente scegliere tra un presidente dell’Aptr che parla sette lingue e uno
che conosce sette dialetti». Nel corso del dibattito, tutto incentrato sui modelli produttivi e i cambiamenti culturali dell’economia nella provincia teramana, l’economista Mauro ha
dichiarato che «il distretto teramano ha smarrito la sua capacità nel settore tessile per acquisirla in quello della meccanica». Secondo Mauro è da addebitare al
mancato superamento della competitività dei prezzi, a scapito della catena del valore, il processo di cambiamento in atto. Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Pasquale Galante,
hanno partecipato il sindaco di Teramo, Gianni Chiodi, il presidente della Provincia, Ernino D’Agostino, ed il presidente della Camera di commercio, Giustino Di Carlantonio.

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