De Castro su Sadam: 'Trattativa sofferta ma esito che ripaga'

Toscana, 11 Dicembre 2007 – La fabbrica chiusa da due anni diventa una moderna centrale per la produzione di energia da biomasse. La riconversione dello zuccherificio Sadam di Castiglion
Fiorentino da 24 ore è realtà, una notizia importante per l’economia regionale e per il mondo agricolo, sottolineata, oggi, in un messaggio inviato dal ministro per le politiche
agricole Paolo De Castro all’assessore regionale all’agricoltura Susanna Cenni.

«Esprimo la mia piena soddisfazione per l’approvazione dell’accordo sulla riconversione dello zuccherificio di Castiglion Fiorentino», scrive il ministro. «E’ stata una
trattativa sofferta, ma il cui esito ripaga pienamente: è stato approvato un progetto sostenibile dal punto di vista ambientale e che prevede una forte ricaduta sull’agricoltura locale.
Nel quadro della riconversione saccarifera nazionale quella di Castiglion Fiorentino è un’esperienza di grande importanza, soprattutto perché valorizza pienamente le risorse del
territorio». In piena sintonia Susanna Cenni: «La firma di quest’accordo sancisce la trasformazione di un evento negativo e da noi avversato, la riforma da parte dell’Ue dell’Ocm
zucchero, in una opportunità per il territorio e per gli agricoltori. Abbiamo messo la nostra firma solo dopo una lunga trattativa che ci ha permesso di ottenere preziosi risultati
soprattutto per la sostenibilità ambientale del progetto (la centrale per la produzione di energia elettrica da un progetto iniziale di 50 Megawatt è diventata di 18), e di vedere
affermato un principio per noi irrinunciabile: lo stretto e inscindibile rapporto tra l’impianto e la filiera agricola locale. Di questo risultato voglio ringraziare tutte le parti per lo
sforzo fatto al fine di approdare a un risultato positivo».

Secondo il testo dell’accordo, sottoscritto da Regione, Provincia di Arezzo, Comune di Castiglion fiorentino, dai sindacati e dalla proprietà, la Sadam/Powercrop, verrà realizzata
una centrale che complessivamente potrà sviluppare 18 Megawatt elettrici e 17 Megawatt termici che permetterà di occupare 40 lavoratori. Due saranno le filiere che consentiranno
lo sviluppo dell’energia, una alimentata da olio vegetale e una da biomasse ligno-cellulosiche. Serviranno circa 20mila ettari di coltivazioni di girasoli, e, naturalmente un frantoio che
trasformerà i semi in olio, per produrre il fabbisogno della linea a olio vegetale, che potrà produrre 11 Megawatt elettrici senza ricorrere a oli di importazione. La seconda
linea, quella che produrrà energia termica e i restanti 7 Megawatt elettrici sarà alimentata da biomasse legnose provenienti o dai tagli selvicolturali nei boschi vicini e, almeno
in parte, da colture dedicate (come il pioppo).

In ogni caso l’accordo prevede il totale utilizzo di materia prima locale e questo permetterà di offrire concrete opportunità non solo alle aziende agricole che producevano
barbabietola da zucchero (per un totale di 7mila ettari di coltivazioni) ma anche ad altre aziende agricole e forestali. L’accordo di riconversione produttiva siglato si compone di diversi
allegati tra cui quello relativo all’intesa con la filiera agricola per il conferimento delle biomasse da utilizzare nella centrale. Attraverso tale intesa sono fissate le condizioni per una
adeguata remunerazione del seme di girasole agli agricoltori e evidenzia l’assessore anche «un impegno comune a lavorare per la presenza di imprese di trasformazione dell’agroalimentare
in modo da poter coinvolgere le parti agricole ancora non coinvolte».
L’accordo permetterà anche una valorizzazione complessiva dell’area dell’ex zuccherificio (120 ettari complessivi). Vi verranno realizzati insediamenti industriali artigianali e anche
abitativi che potranno, tra l’altro, utilizzare parte dell’energia termica e elettrica prodotta dalla centrale. Dal punto di vista occupazionale il progetto prevede non solo l’occupazione di 40
unità stabili (30 alla centrale e 10 al frantoio): la proprietà garantisce l’insediamento di attività produttive che consentiranno un assorbimento occupazionale di
ulteriori 35 unità nei prossimi due anni.

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