Dall'Emilia Romagna 10 milioni per la ricerca

Emilia Romagna, 13 Dicembre 2007 – Ci sono 10 milioni per la ricerca con il nuovo programma varato dalla Regione, per dare continuità ai gruppi di ricerca, e in modo particolare
ai giovani, e affinare le metodologie del trasferimento tecnologico, la Regione ha approvato nei giorni scorsi il nuovo programma, con cui sostenere la specializzazione ulteriore
dell’attività dei laboratori e dei centri: «La nostra priorità è quella di far crescere i lavoratori della conoscenza e realizzare, a partire dai laboratori
già avviati, una rete regionale per l’alta tecnologia, con università e enti di ricerca dobbiamo creare strutture dedicate e accreditate per lavorare con le imprese, delle vere e
proprie officine dell’innovazione».

Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Attività produttive Duccio Campagnoli, nel corso della presentazione del Rapporto 2007 sull’economia dell’Emilia-Romagna realizzato da Regione
e Unioncamere.
Tra gennaio e febbraio sarà, quindi, possibile per i laboratori e i centri già avviati presentare i nuovi programmi di attività per altri 18 mesi, con l’obiettivo di
favorire lo sviluppo organizzativo delle strutture e il rafforzamento delle modalità di svolgimento delle attività.

Il futuro della rete regionale dell’alta tecnologia – Insieme al nuovo programma per sostenere la continuità e la specializzazione ulteriore dell’attività dei laboratori e
dei centri, la Regione ha attivato una procedura in base alla quale, attraverso un ente specializzato, provvederà all’accreditamento e alla certificazione di qualità dei
laboratori come strutture efficaci per svolgere ricerche industriali in collaborazione con le imprese. I laboratori che risulteranno accreditati entreranno a far parte di una vera e propria
associazione, la «Rete dell’alta tecnologia dell’Emilia-Romagna», che affiancherà Aster.
Con il programma regionale, anche dal lato delle imprese, c’è un’importante azione strutturale di rafforzamento dell’attività di ricerca. In media quasi 2 nuovi assunti,
neolaureati in materie tecnico-scientifiche per impresa. Quindi quasi 900 nuovi ricercatori assunti per un impegno nei progetti attivati dalle imprese: di questi più del 50% dopo il
primo anno sono già assunti a tempo indeterminato. Inoltre, sono stati concretamente attivati circa 700 contratti di collaborazione fra le imprese e le università ed enti di
ricerca, e a oggi vi sono 100 brevetti nuovi già depositati.
Il sistema regionale nel suo insieme appare, quindi, muoversi con molto dinamismo verso l’economia dell’innovazione e della conoscenza, obiettivo che sarà perseguito dalle politiche
regionali, ora anche attraverso il Programma operativo Fesr 2007-2013 incentrato proprio sull’attuazione della strategia di Lisbona a livello regionale.

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