Crisi, per la prima volta in trent’anni negli USA cala produzione di carne

Crisi, per la prima volta in trent’anni negli USA cala produzione di carne

Per la prima volta dopo oltre 30 anni la produzione di carne e pollame negli allevamenti statunitensi è prevista in calo come pure le semine primaverili di granoturco e grano. Lo rende
noto la Coldiretti sulla base dei dati del dipartimento dell’agricoltura statunitense (USDA) nel sottolineare che si tratta di una tendenza destinata ad influenzare i consumi alimentari
mondiali considerato che negli Stati Uniti, che sono il principale esportatore di alimenti, si ottiene il 10 per cento della produzione agricola mondiale.

Se per la produzione di proteine animali si prevede il livello piu’ basso dal 1973, secondo il rapporto del dipartimento dell’agricoltura americano si stima – riferisce la Coldiretti – che
saranno seminati in primavera 248 milioni di ettari con un calo del 2 per cento, il primo dal 2005, dovuto ai bassi prezzi dei prodotti agricoli e all’elevato costo dei fertilizzanti. Le
riduzioni maggiori si prevedono per il granoturco, il cotone e il grano che hanno fatto registrare un crollo dei prezzi alla produzione.

Le previsioni degli Stati Uniti sono aggravate dalle tendenze in atto su scala mondiale dove  le stime per i paesi a basso reddito con deficit alimentare sono al ribasso per la produzione
cerealicola. Le prime previsioni indicano un raccolto di mais piu’ ridotto in Africa australe. Condizioni di siccita’ prolungata stanno avendo effetti negativi sulla produzione di grano in
Asia, specialmente in Cina per la produzione di grano invernale. Le precipitazioni sono state scarse anche in India. In Sud America, la produzione di grano del 2008 e’ stata dimezzata a causa
della grave siccita’ in Argentina.

Nonostante il crollo delle quotazioni delle materie prime agricole, nei paesi ricchi e in quelli poveri, i prezzi dei prodotti alimentari derivati sono aumentati con preoccupanti effetti –
continua la Coldiretti – sui redditi dei cittadini in un momento di crisi soprattutto nei paesi piu’ poveri dove è allarme fame.

E’ dunque necessario  trovare soluzioni alla necessità di combattere le speculazioni dal campo alla tavola che nel 2008 secondo una elaborazioni della Coldiretti hanno bruciato 200
miliardi di dollari solo per il grano.  L’andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli – sostiene la Coldiretti – è stato fortemente condizionato dai movimenti di capitale che
si spostano con facilità dai mercati finanziari in difficoltà a quelli delle materie prime come grano, mais e soia. Manovre finanziarie sul cibo che hanno aperto le porte alle
grandi speculazioni internazionali che stanno “giocando” senza regole sui prezzi delle materie prime agricole dove hanno provocato una grande volatilità impedendo la programmazione e la
sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi.

Per combattere la guerra alle speculazioni sui prodotti essenziali per l’alimentazione, in difesa delle imprese e consumatori, serve – conclude la Coldiretti  – un accordo tra i Paesi del
G8 per una gestione piu’ attenta delle scorte alimentari che possa fronteggiare le situazioni di carenza di prodotto negli scambi internazionali: depositi da riempire quando il prodotto
è abbondante ed i prezzi sono bassi per tenerli pronti invece in caso di carestie.

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