Crisi: appello della Cia per una mobilitazione unitaria del mondo agricolo e cooperativo

 

Il presidente nazionale Giuseppe Politi scrive agli altri presidenti delle organizzazioni professionali agricole e cooperative. Un’azione incisiva per richiamare
l’attenzione del Governo, del Parlamento, delle Regioni, degli enti locali, delle forze politiche, economiche e sociali verso i gravi problemi del settore primario: costi
produttivi, oneri contributivi, Fondo di solidarietà nazionale, Ici sui fabbricati rurali e quote latte.

«Abbandonare gli sterili arroccamenti, che oggi non servono alla nostra agricoltura, e progettare, di comune accordo, azioni e strategie unitarie per cercare di risolvere i
pressanti problemi del settore. Questo, ovviamente, nel pieno rispetto delle reciproche autonomie». E’ l’invito che il presidente della Cia-Confederazione italiana
agricoltori Giuseppe Politi ha rivolto, con una lettera, ai presidenti delle organizzazioni professionali agricole e cooperative italiane. Obiettivo è quello «di una
mobilitazione unitaria che non è solo una semplice protesta, ma soprattutto un’azione forte per richiamare l’attenzione del Governo, del Parlamento, delle Regioni,
degli enti locali, delle forze politiche, economiche e sociali verso l’agricoltura italiana che, senza interventi efficaci e straordinari, rischia un disastroso tracollo, con
conseguenze facilmente immaginabili».

«L’agricoltura italiana – scrive nella lettera il presidente della Cia – sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia recente. La situazione è
sempre più preoccupante. Il malessere degli agricoltori è profondo. In molte zone del Paese si preannunciano manifestazioni di piazza. Come Cia, abbiamo già
promosso, nello scorso mese di novembre, una mobilitazione in tutta Italia per richiamare l’attenzione del Governo, del Parlamento, delle Istituzioni nazionali e locali,
dell’opinione pubblica sui gravi problemi che stanno affliggendo il settore agricolo».

«Ormai – sottolinea Politi – i nostri produttori registrano difficoltà quotidiane. I costi di produzione continuano a crescere, gli oneri contributivi e quelli burocratici
pesano in modo opprimente sulle imprese, mentre i prezzi all’origine hanno imboccato una preoccupante china. Non solo. Sono aperte questione delicate come quella del mancato
rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali, dell’Ici sui fabbricati rurali e, ultima in ordine di tempo, quella relativa al decreto
sulle quote latte che, così come ci è stato presentato, è assolutamente inaccettabile. Uno scenario carico di tinte fosche alla vigilia di decisivi appuntamenti e
all’indomani dell’accordo sull’Health Check della Politica agricola comune».

«Di fronte ad un tale stato di cose, è quanto mai necessario – afferma il presidente della Cia nella lettera – un nuovo progetto che permetta di uscire da una crisi
profonda e di rilanciare con forza la competitività delle nostre imprese agricole. Insomma, una nuova politica per l’agricoltura che deve, però, trovare un impegno
deciso e propulsivo da parte delle Organizzazioni agricole professionali e cooperative, chiamate ora più che mai ad uno sforzo comune per vincere una sfida cruciale per il futuro
stesso del nostro mondo agricolo».

«Da tempo, come Cia, sottolineiamo l’esigenza di sviluppare – scrive Politi – un confronto sempre più costruttivo per cercare di instaurare un rapporto più
coeso nel mondo agricolo e cooperativo, in modo da individuare le risposte migliori per superare l’attuale difficile fase in cui le difficoltà e il disagio degli
agricoltori sono crescenti. Credo, quindi, che sia opportuno, proprio in virtù dello stato di emergenza in cui versa l’agricoltura italiana, portare avanti iniziative
comuni sui quei problemi che più degli altri pesano sulla gestione delle imprese: costi produttivi, oneri contributivi, Fondo di solidarietà nazionale, Ici sui fabbricati
rurali e quote latte. La ricerca di convergenze è, soprattutto in questo particolare momento, un elemento fondamentale e può aiutare a tutelare meglio gli interessi e i
redditi degli imprenditori agricoli e a promuovere politiche di sostegno all’agricoltura e allo sviluppo delle aree rurali». Di qui, l’invito alla mobilitazione con
iniziative unitarie sul territorio.

 

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