Cremona: Eni riconosca al territorio adeguate compensazioni

Cremona: La presenza di numerosi centri di stoccaggio, la creazione di nuovi poli, ed i progetti legati al territorio della provincia di Cremona sono stati al centro
dell’incontro tra il presidente dell’Eni, Roberto Poli, e il presidente della Provincia, Giuseppe Torchio, accompagnato dall’assessore all’Economia e Bilancio,
Agostino Savoldi, che si è svolto presso la sede del gruppo a San Donato Milanese.

Il presidente Torchio ha analizzato con Poli – presidente del gruppo Eni dal 2002, realtà industriale presente in 70 Paesi del mondo con 76mila dipendenti – la presenza delle
consociate Eni nel nostro territorio: Stogit, Snam rete gas, Saipem, Agip e numerose altre aziende. In particolare rivestono rilevante importanza i centri di Sergnano (interessato anche
dalla costruzione del nuovo metanodotto), Ripalta Cremasca, Ripalta Guerina, Bordolano, la dismissione del Centro di Formazione di Credera, mentre è in corso l’istruttoria
per richieste di nuove perforazioni.

“Il rapporto tra il gruppo Eni e gli Enti Locali del nostro territorio” commenta Torchio, “è sempre stato improntato alla massima collaborazione, sin da quando,
negli anni Sessanta, il “pioniere” Enrico Mattei individuò la bassa pianura padana quale centro ideale per lo stoccaggio naturale del gas metano utilizzando i pozzi
esausti. Vogliamo proseguire su questa strada, ma si rende necessaria l’individuazione di un percorso chiaro e definito che preveda adeguate compensazioni territoriali da parte di
Eni. Non dimentichiamo che in provincia di Cremona è stoccato il 60% delle riserve italiane di gas, mentre a Bordolano è in atto un progetto di riconversione dei pozzi
esausti per la trasformazione in centro di stoccaggio e pompaggio del gas. Il nostro obiettivo è di evitare singole trattative degli Enti Locali con realtà del gruppo Eni,
che a conti fatti si rivelano non sempre all’altezza delle attese, ma di farci interpreti delle istanze territoriali nel loro complesso nei confronti di un unico
interlocutore”.

Nelle scorse settimane Torchio aveva incontrato i sindaci interessati, per definire il quadro aggiornato delle richieste territoriali. “I Comuni e la Provincia” aggiunge
Savoldi, hanno predisposto piani di sicurezza legati alle centrali che debbono essere costantemente aggiornati, effettuano interventi per la manutenzione e la viabilità delle
strade che collegano ai centri di stoccaggio, collaborano alla definizione delle misure di sicurezza per questi “obiettivi sensibili”, assicurano piena collaborazione per il
rilascio delle autorizzazioni, che spesso richiedono la collaborazione di tecnici altamente specializzati non presenti negli organici dei piccoli comuni. Un impegno notevole che
giustamente deve essere compensato da parte del gruppo Eni”.

Il presidente Poli, cui è stata consegnata una memoria delle richieste territoriali, ha assicurato un intervento diretto nei confronti dell’Amministratore delegato, Paolo
Scaroni, affinché possa predisporre una proposta da condividere poi a livello locale con i sindaci dei comuni coinvolti.

Il presidente dell’Eni si è anche fatto carico di fornire in tempi brevi una risposta legata al futuro del Centro di formazione Snam di Credera, ormai dismesso, che il
gruppo ha posto in vendita per ora senza successo. La struttura e la vasta area potrebbero essere al centro di una riqualificazione concertata con gli Enti locali cremonesi.
D’altra parte, il caso della regione Basilicata insegna: in quell’area, infatti, sono state realizzate importanti iniziative a beneficio degli Enti Locali e della
cittadinanza.

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