Credito: boom degli impeghi alle imprese Venete
20 Febbraio 2008
Venezia – Prosegue nel terzo trimestre 2007 il processo di bancarizzazione del Veneto, tra luglio e settembre 2007 il tasso di crescita tendenziale degli sportelli, a settembre
2007, è stato del 3,4%, in linea con la media del Nord-Est ( 3%) ma superiore alla media nazionale ( 2,6%).
Anche l’attività di lending delle banche in Veneto si è mantenuta su valori sostenuti. Nel periodo settembre 2006 – settembre 2007 il tasso di crescita tendenziale degli
impieghi erogati in Veneto è stato del 10,2%, sostanzialmente in linea sia alla media nazionale ( 10%) che a quella riferita al Nord-Est ( 9,9%).
È quanto emerge dall’analisi di Unioncamere del Veneto e ABI – Commissione Regionale Veneto, sull’andamento congiunturale del settore creditizio, che
completa e arricchisce le analisi trimestrali dell’Osservatorio VenetoCongiuntura sullo stato di salute delle imprese e sulle aspettative future degli imprenditori.
Struttura del sistema bancario. Nel terzo trimestre del 2007 è proseguito il processo di bancarizzazione del Veneto come dimostra l’andamento del tasso di crescita degli
sportelli che, in questa Regione, ha registrato un 3,4%, dinamica sostanzialmente in linea con la media riferita al solo Nord-Est ( 3,0%), ma di intensità maggiore della media nazionale
( 2,6%). Laddove si considerino gli ultimi 5 anni, il tasso di crescita degli sportelli bancari in Veneto è stato del 12,4%, segnando un ritmo di crescita più elevato sia della
media Nord-Est ( 11,6% ), che di quella nazionale ( 10,4%).
L’analisi provinciale del tasso di crescita tendenziale degli sportelli a settembre 2007 evidenzia una elevata dinamicità di Verona ( 4,8%) e Padova ( 4,1%). Nelle altre Province,
crescite comprese tra il 2% e il 4% si sono registrate a Vicenza, Treviso, Venezia e Rovigo; mentre a Belluno il numero di dipendenze bancarie, negli ultimi 12 mesi considerati, è
rimasto invariato. Estendendo l’analisi agli ultimi 5 anni, spicca la performance di Verona che, registrando un tasso di crescita degli sportelli di circa il 20%, risulta essere la provincia
dove la rete bancaria si è sviluppata al ritmo più sostenuto. Tassi di crescita elevati si sono registrati anche a Padova e Vicenza dove gli sportelli sono cresciuti del 13%
circa. Crescite nell’ordine del 10% si sono registrate a Rovigo e Venezia; mentre Treviso e Belluno hanno segnato tassi di crescita compresi tra il 8% e il 7%.
Attività di finanziamento. Su valori sostenuti si è mantenuta anche l’attività di lending delle banche in Veneto a sostegno dell’economia della Regione. In
particolare, a settembre 2007 il tasso di crescita tendenziale degli impieghi erogati in Veneto è stato del 10,2% sostanzialmente in linea sia alla media nazionale ( 10%), che alla
media registrata nel Nord-Est ( 9,9%). Laddove si considerino gli ultimi 5 anni, il tasso di espansione degli impieghi in Veneto è stato del 55,9%, risultando maggiore sia della media
nazionale ( 47%) che del Nord-Est ( 53,7%).
Restringendo l’analisi ai finanziamenti erogati alle attività produttive, a settembre 2007, il tasso di crescita tendenziale dei finanziamenti alle imprese e alle famiglie produttrici in
Veneto è stato del 13,1%, anche in questo caso maggiore sia della media nazionale ( 12%) che del Nord-Est ( 11,2%). La maggiore dinamicità di questo segmento di finanziamenti
viene confermata anche dall’analisi dei tassi di crescita negli ultimi 5 anni che in Veneto hanno registrato un 54,9%, maggiore del 47,6% della media nazionale e del 49,9% registrato nel
Nord-Est.
A livello provinciale, il tasso di crescita tendenziale degli impieghi alle imprese e alle famiglie produttrici, sempre a settembre 2007, è stato superiore al 14% a Verona, Vicenza e
Venezia, tra il 11% e il 13% a Treviso e Padova, e, infine, di circa il 7% a Belluno e Rovigo.
Le province che negli ultimi 5 anni hanno registrato tassi di crescita dei finanziamenti alle attività produttive superiori alla media nazionale e a quella Nord-Est sono Treviso
( 67,2%), Verona ( 62,6%) e Venezia ( 59,6%); mentre tassi di crescita compresi tra quello nazionale e quello del Nord-Est si sono registrati a Padova ( 49,8%) e a Rovigo ( 47%). Infine i ritmi
di crescita di questo aggregato sono stati del 44,9% a Vicenza e del 23,8% a Belluno.
Attività di finanziamento alle imprese. Laddove si consideri la più recente dinamica degli impieghi alle imprese non finanziarie per i singoli comparti di
attività economica si rileva, inoltre, come a settembre 2007 in Veneto il settore più dinamico sia stato quello dei servizi segnando un tasso di crescita tendenziale del 16,6%,
riportando in questo modo una crescita superiore a quanto osservato nella media nazionale riferita a questo settore ( 13,1%). Tassi di crescita tendenziali sostanzialmente in linea con la media
nazionale si sono registrati nel settore dell’industria ( 11,5% vs. 11,4%), mentre nel settore dell’edilizia la pur sostenuta dinamicità dei finanziamenti erogati alle imprese che
operano in questo settore ( 13,6%) risulta di poco inferiore alla media settoriale registrata in Italia ( 15,9%).
Rischiosità della clientela. L’attività di lending alle attività produttive in Veneto presenta un basso grado di rischiosità come dimostrato dal
tasso annuale di decadimento, calcolato come il rapporto tra il flusso annuo di sofferenze rettificate e gli impieghi vivi alla fine dell’anno precedente, che, a settembre 2007, risulta del
1,12% contro l’1,15% del Nord-Est e l’1,23% della media nazionale. Il quadro che emerge a livello provinciale fornisce, però, indicazioni contrastanti. Mentre a Belluno e Verona il tasso
di decadimento annuale si è notevolmente ridotto nel corso degli ultimi 12 mesi e il suo livello appare sensibilmente inferiore alla media nazionale (rispettivamente 0,47% e 0,80%),
riduzioni di minore intensità si sono registrate a Treviso e Vicenza i cui livelli però rimangono superiori alla media regionale (rispettivamente 1,16% e 1,41%). La situazione
appare diversa nelle altre province dove Venezia registra un lieve incremento del tasso di decadimento, anche se il suo valore rimane sensibilmente inferiore alla media nazionale (0,80%),
mentre a Padova l’incremento registrato porta il tasso di decadimento ad un valore leggermente superiore alla media regionale (1,16%). Infine, a Rovigo il valore di questo indicatore nel corso
dell’ultimo anno ha registrato un incremento posizionandosi ad un livello del 2,23%.
DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE FEDERICO TESSARI (Unioncamere del Veneto)
«I segnali che arrivano dal sistema bancario regionale per il terzo trimestre 2007 sono incoraggianti per almeno due motivi – commenta Federico Tessari presidente di Unioncamere
del Veneto. Innanzitutto il boom degli impieghi al sistema imprenditoriale è pari al 13,1 per cento e conferma il trend positivo registrato nel primo semestre dell’anno. Le banche,
nonostante il vento di crisi che soffia sul sistema creditizio oltreoceano, continuano a sostenere gli investimenti delle imprese.
Leggendo più in dettaglio il dato sull’attività di finanziamento ritroviamo che gli impieghi alle imprese di servizi sono cresciuti del 16,6 per cento. Segnale evidente della
maggiore capacità del settore terziario nell’ attrarre ed utilizzare le risorse monetarie per potenziare e migliorare l’offerta di servizi. Il sistema economico sta evolvendo oltre le
sue componenti più tradizionali ed il Veneto, quarta regione italiana per quota di impieghi bancari con il 9,4 per cento sul totale nazionale, sta affrontando con determinazione e
fiducia la delicata fase di rallentamento economico.
DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE ALBERTO MORINI (ABI – Commissione regionale Veneto)
«La fotografia che emerge dai dati smentisce i timori di una stretta al credito. I finanziamenti restano abbondanti nonostante segnali di crisi internazionali che, tuttavia, toccano
anche il nostro Paese. Sul territorio le banche, che registrano un crescente dinamismo e un consolidamento della propria struttura, continueranno a fare la loro parte per lo sviluppo
dell’economia regionale. Questo grazie al dialogo e alla collaborazione permanente tra il sistema finanziario e quello produttivo con l’obiettivo di ‘fare sistema’».




