Cosa prevede la Convenzione per ridurre le rate dei mutui stipulati prima del 2006

L’Associazione Bancaria Italiana (ABI) ha reso noto che il 21 maggio è stata approvata la bozza di accordo con il Ministero dell’economia che prevede la rinegoziazione dei mutui a tasso
variabile per la prima casa stipulati prima del 1° gennaio 2007.
Come ha spiegato il Presidente dell’ABI, Corrado Faissola, la misura, che ieri è stata resa nota ed approvata dal Consiglio dei ministri, “viene incontro a quelle famiglie che si sono
trovate in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo dopo i rialzi dei tassi di interesse decisi dalla Bce dalla fine del 2005”: “Con questo intervento innovativo – ha aggiunto –
sarà possibile estendere ad una più ampia platea di famiglie l’opportunità di ricorrere alla rinegoziazione con un’unica procedura, semplice e trasparente”.
La platea dei destinatari potrebbe comprendere circa 1.250.000 famiglie e, come ha spiegato l’ABI, “considerando un mutuo ventennale di 80.000 euro, il minor esborso previsto ammonterebbe a
circa 850 euro su base annua”.
Alle famiglie, dunque, verrà data la possibilità di rinegoziare i mutui a tasso variabile stipulati prima del 1° gennaio 2007 e, contestualmente, ne deriverà una
riduzione ed una stabilizzazione delle rate rimanenti fino all’originaria scadenza del prestito.

I punti principali della Convenzione
– riduzione dell’importo delle rate del mutuo a partire da quelle con scadenza a 90 giorni dalla data della rinegoziazione: la rata del mutuo rinegoziato, in particolare, sarà calcolata
applicando all’importo originario del mutuo il tasso di interesse contrattuale medio del 2006.
– la differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall’atto di rinegoziazione sarà addebitata su di un conto
di finanziamento accessorio regolato al tasso IRS a dieci anni, riferito alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 (dunque tasso fisso).
– Non ci sarà bisogno di ulteriori garanzie da parte del cliente oltre quelle già previste per il mutuo oggetto di rinegoziazione.
Il mutuo rinegoziato, dunque, avrà la rata fissa di importo analogo a quello pagato in media nel 2006, mentre la durata, che inizialmente rimane invariata, potrà allungarsi a
seconda dell’andamento dei tassi di interesse.
L’ABI, quindi, ha spiegato che durante la vita del mutuo il cliente si troverà in una delle seguenti condizioni:
– se nel tempo che va dal momento della rinegoziazione alla scadenza i tassi di interesse sono mediamente saliti o non sufficientemente diminuiti, la durata del mutuo verrà
automaticamente estesa – sempre con la medesima rata fissa – per il periodo sufficiente a rimborsare l’eventuale finanziamento accessorio;
– se durante la vita del mutuo così rinegoziato i tassi di interesse scendono in misura superiore al beneficio già acquisito con il passaggio alla rata fissa, il beneficio legato
al nuovo tasso verrà riconosciuto attraverso il ritorno ad una inferiore rata variabile come prevista dal mutuo originario.

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