Corre sul web l'appello per difendere la legge contro le dimissioni in bianco

Arriva dal web l’appello contro l’abrogazione della legge 188 del 17 ottobre 2007, che ha introdotto le nuove modalità per presentare le dimissioni volontarie e che è nata con
l’obiettivo di arginare il fenomeno delle dimissioni in bianco.
A farsene promotore è un gruppo formato da politiche, sindacaliste, giornaliste e imprenditrici che, sottolineando l’importanza della norma, cerca di combattere contro chi (come diverse
associazioni datoriali e di professionisti) ne chiede l’eliminazione in nome della semplificazione. E, da quanto si è appreso negli ultimi giorni, sembra che il Ministro del lavoro
Maurizio Sacconi sia intenzionato a operare per “superamento dell’obbligo di tenuta del libro matricola o il superamento della norma che vuole l’obbligo delle dimissioni volontarie”.
Come si legge nella nota diffusa da Titti Di Salvo (Presidenza Sinistra Democratica), Marisa Nicchi (Direttivo Sinistra Democratica), Morena Piccinini, (Segreteria Confederale CGIL), Renata
Polverini (Segretario Generale UGL), Ritanna Armeni (Giornalista), Giovanna Casadio (Giornalista) e Marilina Marcucci (Imprenditrice), “la legge 188 del 17 ottobre 2007 è una legge
contro l’abuso di potere compiuto spesso nei confronti di giovani lavoratrici e lavoratori al momento dell’assunzione. È allora che capita che venga loro richiesto di firmare una lettere
di dimissioni in bianco, cioè senza data. La data verrà messa successivamente, quando quella ragazza sarà incinta, o quel ragazzo avrà avuto un infortunio o una
lunga malattia”.
La nota ricorda che gli le ministre Turco e Prestigiacomo avevano cercato strumenti adatti ad arginare un fenomeno quantomai diffuso, ma si trattava di “generosi tentativi che non prevenivano
l’abuso di potere, davano solo una possibilità che questi abusi venissero corretti ex post e in ogni caso per iniziativa di una denuncia della persona vittima dell’abuso”.
La legge 188/2007, invece ha il merito di agire sulla prevenzione, poiché ha introdotto l’obbligo di utilizzare “moduli numerati progressivamente che avendo una scadenza non possono
essere compilati prima del loro utilizzo”.
“Si tratta di una legge semplice ed efficace, priva di costi – continuano le promotrici dell’iniziativa – Quando l’abbiamo presentata, abbiamo cercato il consenso delle donne di tutto il centro
sinistra e del centro destra. Una apprezzamento che è venuto e con esso il voto favorevole di tutto il Parlamento quando a luglio alla Camera e a ottobre al Senato la legge è
stata approvata”.
“Lanciamo un appello alle donne del sindacato, della politica, dell’informazione di costruire una grande iniziativa contro gli abusi di potere, per la dignità del lavoro, per la
libertà delle donne” conclude il testo.
Chi è interessato a difendere la legge sulle dimissioni volontarie, pertanto, può sottoscrivere l’appello inviando una mail alla casella nolicenziamentimascherati@gmail.com

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