Convegno “Abitare Milano” ARCIBELLEZZA sulla politica abitativa milanese

Convegno “Abitare Milano” ARCIBELLEZZA sulla politica abitativa milanese

By Giuseppe

Il Comune di Milano e la casa – Convegno “Abitare Milano” ARCIBELLEZZA sulla politica abitativa milanese

Milano, 29 novembre 2023

Il Comune di Milano e la casa

Convegno “Abitare Milano” ARCIBELLEZZA sulla politica abitativa milanese

di Saverio Fossati

Per la casa tanti problemi ma anche molte proposte: quelle scaturite dal dibattito organizzato a Milano dall’eurodeputata Maria Angela Danzì (Non Iscritti), svoltosi il 25 novembre presso il circolo Arci Bellezza e intitolato Abitare Milano – Proposte per l’emergenza casa).

Il moderatore Gianni Santucci (giornalista del Corriere della Sera) ha rievocato il suo arrivo a Milano vent’anni fa e la forte presenza di case popolari con 160mila unità “Ma scopriamo anche la città del lusso che è sempre in crescita con case da 10-15mila euro al metro quadro. Il tema è: qual è quella fascia di popolazione che sta tra i due poli mentre la città si polarizza tra abitazioni “alte” e “basse”. Questa fascia di popolazione trova sempre più difficoltà. Tanto che le aziende hanno difficoltà a trovare personale perché sempre meno persone possono permettersi di abitare in città”.

Elena Sironi e Maria Angela Danzì

La parola è quindi passata a Maria Angela Danzì: “La questione dell’alloggio dignitoso è stato al centro del dibattito al Parlamento europeo. Ed è stata registrata una parte la perdita del potere d’acquisto dei salari, con gli aumenti incontrollati della spesa energetica  e 9 milioni di persone che vivono in povertà energetica, ma soprattutto di quella per l’abitazione, che erode ogni politica sui redditi. L’Ue riconosce i contributi per gli alloggi delle categorie svantaggiate e questo – ha detto Danzì – merita un approfondimento: chi sta nella zona grigia sono i giovani, con un lavoro precario, gli operai, chi deve lavorare nei servizi pubblici che non sono nella loro Regione d’origine. Ma se devo spendere tutto nella casa non posso fare progetti, sposarsi, fare figli e in questo sta la centralità della questione casa. L’Ue può anche decidere che il tema diventi di interesse generale e autorizzare così gli Stati membri, per esempio, a dare contributi alle imprese di costruzione senza che questi siano considerati aiuti di Stato. Eppure in questa città non sembrano priorità. Come qui a Porta Romana dove un’area enorme non è stata destinata né al verde né ad alloggi economici. Una politica europea che consenta ad alcuni fondi Ue che vadano a garantire mutui al 100% a chi non ha accesso alla casa”.

Pasquale Seddio, presidente dell’Opera Cardinal Ferrari, ha illustrato la situazione dei molti lavoratori precari che si rivolgono all’Opera ottenendo alloggi e servizi a costi calmierati “Ma ci sono anche, per esempio, parenti di persone ospedalizzate a centinaia di migliaia ogni anno. Abbiamo fatto una convenzione con Atm, che possiede 12.500 alloggi. A Milano l’Aler dice che ci sono 13mila alloggi da assegnare. Nel mercato immobiliare milanese c’è una grande difficoltà a tutelare i soggetti fragili, ma persino i pensionati con 1000 euro al mese non riescono a sopravvivere anche se hanno la casa di proprietà”.

L’architetto Claudio Indovini, dirigente PA, ha raccontato casi ed episodi della storia delle case popolari e di edilizia sociale a Milano, mentre Alberto Motta, segretario generale Funzione Pubblica Cgil Milano, ha evidenziato le contraddizioni della politica di edilizia sociale del Comune, a cominciare dai requisiti per poter ottenere un alloggio sociale. Secondo Marco Bistolfi (segreteria Sicet di Milano) “Il problema di vivere a Milano, con la gentryficazione oggi in atto, è un problema di molte classi sociali. A partire da chi ha redditi bassi a fronte di affitti insostenibili. Occorre una riflessione sulla legge 431/98 e i suoi effetti. Sono stati anche azzerati i finanziamenti per i meno abbienti e nei fatti a Milano c’è una carenza di offerta pubblica di alloggi sociali.

Cesare Rosselli – Assoedilizia

L’intervento di Cesare Rosselli, segretario generale di Assoedilizia, è stato mirato a difendere la legge 431/98, arrivata dopo un lungo periodo di blocco degli affitti. “A Milano oggi vengono stipulati 40mila nuovi contratti all’anno a fronte di 280 sfratti (dopo due anni e mezzo di blocco causa covid): il proprietario paga Imu e condominio e non  incassa affitti mentre la procedura di sfratto va avanti”. Le normative del passato, ha ricordato Rosselli, consentivano ai privati di creare complessi per il ceto medio che godevano di agevolazioni venticinquennali, in molti casi edificati da assicurazione ed enti che dovevano garantire e non per speculazione. Queste case sono sparite con le dismissioni e la fine dell’obbligo di legge di avere un patrimonio immobiliare a garanzia delle prestazioni. E dal 1982 lo Stato ha puntato sul fatto che le persone comprassero la casa e non che la affittassero. “Invece – ha proseguito Rosselli – c’è una fascia di persone che non riesce a comprarsi la casa oppure non riesce a mantenerla perché non ce la fa a pagare il mutuo. Gli aumenti attuali dei canoni tengono conto dell’inflazione. Ma i problemi hanno origine anche nella finanziarizzazione della proprietà immobiliare, sfuggendo alla logica dei vecchi proprietari. E se ogni anno si sottrae una parte del patrimonio pubblico perché le case degradate non vengono rimesse in circolo. E il problema dell’abitare a Milano è anche un problema di proprietari e di condòmini”. L’evento si è concluso con l’intervento della senatrice Elena Sironi (M5S).

FOTO:

  • Cesare Rosselli
  • Il tavolo del convegno
  • Elena Sironi e Maria Angela Danzì

Redazione Newsfood.com
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