Convegni e iniziativa a Macfrut 2011

Convegni e iniziativa a Macfrut 2011

By Redazione

Filiera ortofrutticola e GDO

Il caso francese, le aspettative italiane e le nuove regole europee

In Francia un intervento forte del governo ha consentito la formalizzazione di un accordo fra la maggiore confederazione agricola francese e la GDO, affinché quest’ultima moderi i propri
margini su frutta e verdura, in caso di crisi. L’accordo prevede che i distributori, in condizioni di mercato pesante, abbassino i prezzi di vendita per i consumatori e contemporaneamente
innalzino i prezzi d’acquisto a vantaggio dei produttori agricoli.

Questi accordi dovranno essere rinnovati annualmente all’inizio di ogni campagna di commercializzazione; sono contenuti nella legge francese sulla modernizzazione della agricoltura,
recentemente approvata, che prevede la contrattualizzazione obbligatoria. Questo nuovo modello si baserà su accordi interprofessionali stipulati fra le parti mentre lo stato francese
interverrà per decreto qualora, entro fine anno, non si raggiunga una intesa.

Uno dei principali dispositivi approvati è rappresentato dal divieto dell’applicazione di dilazioni, di ribassi e di ristorni (in francese 3R ovvero remises, rabais, ristournes) su
frutta e verdura fresche, ovvero di riduzioni di prezzo, a favore della distribuzione, fissate dopo la fatturazione in funzione del volume delle vendite realizzate con l’acquirente, della
qualità del prodotto o in cambio di un servizio reso dal venditore.

Altro aspetto importante (definito dalla legge francese) è rappresentato dall’accordo sulla calmierazione dei margini. Tale accordo prevede che, in caso di crisi congiunturale, la grande
distribuzione si impegni a ridurre il margine lordo praticato sul prodotto interessato; in pratica, il tasso di margine lordo su quel prodotto dovrà essere inferiore o uguale al tasso di
margine lordo medio degli ultimi tre anni. Questa norma, fortemente sostenuta anche dai produttori ortofrutticoli italiani – che hanno dovuto fare i conti con difficili annate caratterizzate da
remunerazioni dei propri prodotti, in particolare quelli altamente deperibili, è stata ben al di sotto dei costi di produzione – è finalizzata a regolarizzare in modo più
incisivo i rapporti commerciali fra le parti nell’ambito di accordi interprofessionali.

Siamo quindi di fronte ad una serie di iniziative particolarmente significative, in grado di aprire nuove possibilità di rapporto tra mondo della produzione e primaria e grande
distribuzione.

Nonostante l’importante ruolo svolto dalle OP ed AOP per migliorare la qualità delle produzioni ed organizzare l’offerta, il sistema organizzato italiano non ha ancora raggiunto il
livello di coesione necessario per confrontarsi adeguatamente con la GDO nazionale ed europea e garantire condizioni di reddito accettabili per i produttori.

«Per questo -sostiene Tiberio Rabboni, Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna- è necessario dare continuità alle proposte scaturite nel 1° Forum Europeo
delle Regioni Ortofrutticole proprio a Cesena in occasione di Macfrut 2010 e formalizzate nel Documento conclusivo. Tra queste va ricordata la richiesta di migliorare i rapporti contrattuali
fra operatori agricoli e GDO, rendendoli più trasparenti attraverso un codice di comportamento virtuoso. L’esperienza francese dimostra che questo obiettivo può essere raggiunto,
che si possono gettare le basi – a condizione che ciascuno, anche il Governo, faccia la propria parte – di un nuovo modo di intendere i rapporti tra i vari soggetti della filiera
ortofrutticola».

Per questo è stato organizzato a Macfrut mercoledì 5 ottobre (ore 11 Sala Europa) il Convegno “Filiera Ortofrutticola e GDO: il caso francese, le aspettative italiane e le
nuove regole europee”
, promosso da Regione Emilia Romagna, Cesena Fiera e CSO. Sotto la conduzione di Lorenzo Frassoldati, si inizierà con il saluto di Domenico Scarpellini,
presidente di Cesena Fiera, cui seguirà la relazione di apertura tenuta da Tiberio Rabboni, cui seguiranno gli interventi di Paolo Russo, Presidente della Commissione Agricoltura della
Camera dei Deputati e di Sandro Brandolini, Componente della Commissione Agricoltura della Camera. Si procederà con la relazione di Francesca Mancini (Commissione Europea), con Nicolas
Perrin (Ministero Alimentazione Agricoltura e Pesca francese) e con Luciano Trentini (CSO). Seguiranno le comunicazioni di Francoise Lafitte (OP francese), Claudio Gmberini (Conad) e Roberto
Fiammenghi (Coop). Intorno alle 13, conclusioni di Francesco Saverio Romano, Ministro delle Politiche Agricole.

Convegno a Macfrut su packaging e conservazione in ortofrutta

Mercoledì 5 pomeriggio, in sala Verde a Macfrut, con l’apporto della ricerca universitaria

Il confezionamento alimentare nelle filiere di riferimento, ortofrutta fresca, minimamente processata e prodotti surgelati persegue molteplici obiettivi, che sotto l’aspetto prettamente
tecnologico e tecnico-scientifico sono di importanza strategica per soddisfare le aspettative di durata, di sicurezza igienica e di qualità degli alimenti, per razionalizzare la
distribuzione e ridurne i costi.

La tendenza allo sviluppo dei processi industriali, tra cui quelli relativi al comparto alimentare, in considerazione con le tematiche economiche ed ambientali ha portato alla necessità
di considerare le filiere produttive e distributive in termini di sviluppo sostenibile, definito come l’allineamento delle filiere produttive alle aspettative dei consumatori, con valore
aggiunto sugli aspetti economici, ambientali e sociali, In tale ambito, il confezionamento sostenibile si basa sulla possibilità di creare attraverso il packaging un flusso
economicamente robusto e in grado di produrre benefici nel suo ciclo di vita.

Se ne parlerà a MACFRUT 2011 (Cesena 5-7 ottobre) nel convegno “Packaging e conservazione in ortofrutta: la ricerca regionale sul sistema prodotto-imballo, tra ambiente e
sicurezza”
, (Sala Verde, ore 14), promosso da Alma Mater Studiorum – Università di Bologna – Campus di Scienze degli alimenti; CIRI Agroalimentare, Cesena; Centuria – Agenzia per
l’Innovazione della Romagna, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena; modera Alessandro Zampagna, Centuria.

Dopo il saluto delle autorità interverranno: Enzo Bertoldi – ASTER (La rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna e la Piattaforma Agroalimentare regionale), Maria Elisabetta Guerzoni –
CIRI agroalimentare, Unibo (Il CIRI agroalimentare) e Moreno Toselli – Campus di Scienze degli alimenti di Cesena, Unibo (Il ruolo delle caratteristiche delle materie prime frutticole nel
mantenimento della qualità)

Poi ci saranno le relazioni: “Nuove tecnologie di conservazione tramite oli essenziali” da parte di Rosalba Lanciotti e “Il progetto Tepass: teconologie per l’agroalimentare sicuro e
sostenibile” DI Marco Dalla Rosa entrambi del Campus di Scienze degli alimenti di Cesena, Università di Bologna.

Seguirà la presentazione di alcune “Case Histories” aziendali

La tematica affrontata nel convegno, oggetto delle attività dei laboratory facenti parte della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna si inserisce quindi in una tematica altamente
innovativa e di pressante attualità nella sostenibilità delle produzioni alimentari, coinvolgendo unità di ricerca aziendali e accademiche inserite nel contesto
internazionale.

Pericoltura : nuova linfa dal progetto Ager Innovapero

Un progetto che interessa prioritariamente l’Emilia Romagna, dove si produce oltre il 70% dei volumi italiani di pera

“Vogliamo che la ricerca dia il suo forte contributo per aumentare la competitività della pericoltura dell’ Emilia-Romagna e italiana e mantenere in piedi un comparto che quest’ anno
è in forte difficoltà “, questa la dichiarazione di Stefano Musacchi, responsabile scientifico del progetto “Ager Pero – Innovazioni di processo e di prodotto per una
pericoltura di qualità”
, che verrà presentato venerdì 7 ottobre alle ore 14.30 a Macfrut di Cesena. In un 2011 molto difficile dal punto di vista commerciale, dove in
molti casi non si copriranno i costi di produzione, la ricerca si mette al servizio della filiera pero. Un progetto che avrà un forte impatto sull’ agricoltura dell’ Emilia-Romagna:
basti pensare che in questa Regione sono coltivati oltre 22.000 ettari di pero, principalmente nelle province di Ferrara, Modena, Bologna e Ravenna e che con una resa media di circa 460.000
tonnellate di prodotto all’ anno corrispondono al 70% della produzione nazionale.

L’attività si avvale di un finanziamento triennale di oltre 3.500.000,00 euro, di cui 2.500.000 a carico di tredici Fondazioni bancarie che, attraverso AGeR (un’ associazione temporanea
d’ impresa), si sono date l’ obiettivo di finanziare la ricerca agroalimentare in Italia per un totale di 27.000.000 di euro di progetti finanziati.

La ricerca si concentrerà su numerosi aspetti finalizzati a migliorare la tecnica colturale in un’ ottica di produzioni a basso impatto ambientale e di riduzione dei costi di produzione
delle aziende agricole. I risultati avranno un forte impatto su tutta la filiera, con un’ attività che si concentrerà in particolare sulla cultivar Abate Fétel in quanto
è la più coltivata in Emilia-Romagna. Per la fase di produzione, si approfondiranno le conoscenze genetiche sui meccanismi di resistenza delle piante di pero alla maculatura bruna
(Stemphylium vesicarium); sempre per maculatura, si studieranno gli effetti della somministrazione di sali di calcio e di sodio nel terreno ed il relativo assorbimento da parte del frutto, in
quanto recenti studi hanno dimostrato che questi sali creano una maggiore tolleranza dei frutti alla malattia in quanto aumentano le difese naturali.

Anche due temibili insetti, la psylla e la carpocapsa, saranno oggetto della ricerca: nel primo caso si studieranno le mappe genetiche di varietà di pero che hanno dimostrato resistenza
alla psylla per arrivare, attraverso la tecnica dell’ incrocio, a migliorare la resistenza delle varietà più coltivate. Nel caso della carpocapsa saranno testati nuovi sistemi di
difesa non chimici che si basano sull’ utilizzo di reti antinsetto con cui coprire la vegetazione, impedendo così l’ ingresso delle farfalle. E sempre nel campo della difesa dai
parassiti, verranno studiate molecole di origine naturale estratte da residui di lavorazioni agro-industriali, come ad esempio il pomodoro.

Anche l’irrigazione avrà il suo spazio: saranno fatte una serie di prove per ridurre gli input idrici sia in pereti giovani che in produzione, considerando diversi sesti di impianto ed i
portinnesti più utilizzati su Abate Fétel, quali MC, Sydo, Adams e MH. Infine anche la potatura sarà interessata mettendola in relazione con il sistema di allevamento, in
modo da selezionare formazioni fruttifere che garantiscano di raggiungere la maggiore uniformità di maturazione; questo permetterà di elaborare una strategia per la produzione di
frutti con un uguale grado di maturazione, migliorando così la conservabilità e lo stoccaggio, che avverrà per partite omogenee.

E proprio per migliorare la conservabilità, ultimo tassello della filiera, verranno messi a punto sistemi analitici di natura biochimica, e oggi ancora non disponibili per il pero, che
permetteranno di determinare valori soglia oltre i quali si manifesta il riscaldo superficiale. Infine, verranno confrontate diverse pratiche agronomiche per individuare quelle in grado di
sincronizzare il più possibile la maturazione del frutto sulla pianta, ottenendo anche in questo caso partite omogenee che potranno essere stoccate a tutto vantaggio della
conservabilità.

La ricerca produrrà risultati pratici e direttamente applicabili dalle aziende agricole: per questo è prevista un’intensa attività di divulgazione attraverso convegni,
seminari, web, pubblicazioni di settore. Per informazioni: Terra&Acqua Tech (Università di Ferrara: Damiano Rossi – Elena Tamburini tel. 0532 293783, 455329 – mail
comunicazione@innovapero.it ).

A MACFRUT 2011, martedì 4 ottobre, prima del Summit, i figli ritireranno una targa alla memoria

Danilo Reggiani, dirigente di International Paper e Presidente del Consorzio Bestack, se ne è andato in punta di piedi, in silenzio, nel cuore di agosto, durante le ferie di molti, non
per lui che da anni per amore del proprio lavoro non ne faceva.

E’ una scomparsa però che ha toccato i veterani e i più attenti del settore ortofrutticolo in funzione del contributo innovativo che ha fornito e al peso della sua
personalità.

Chi lo ha conosciuto bene probabilmente è riuscito ad andare oltre la scorza dura del capo d’azienda carismatico e autoritario arrivando alle sue qualità personali che gli hanno
permesso di farsi apprezzare da tanti.

E’ venuto pertanto naturale da parte di Cesena Fiera ritagliare un momento a Macfrut, momento annuale di incontro dell’ortofrutta italiana ed internazionale che lui frequentava da decenni,
ricordare la sua figura.

All’apertura dell’European Fruit Summit, nel primo pomeriggio di martedì 4 ottobre, l’incontro che precede ed anticipa l’inaugurazione dell’edizione 2011 di Macfrut, verrà
consegnata ai figli una targa alla sua memoria a nome di Macfrut e dell’intero settore ortofrutticolo.

www.macfrut.com

Redazione Newsfood.com+WebTv

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