Contratto a progetto. Esclusione per i pensionati di anzianità

D: Volevo sapere se sono esclusi dal campo di applicazione della disciplina del contratto a progetto i pensionati di anzianità, una volta raggiunti i requisiti di età della
pensione di vecchiaia, ossia se il raggiungimento dei requisiti della pensione di vecchiaia li possa fare annoverare, al pari dei pensionati di vecchiaia, tra i soggetti esclusi dal campo di
applicazione della normativa in relazione al lavoro a progetto.

R: Premettiamo che secondo il Ministero del Lavoro in base all’art. 61, comma 3, del D.Lgs. n. 276/2003, sono escluse dal campo di applicazione della disciplina del lavoro a progetto le
professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 276/2003,
nonché i rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive
dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal C.O.N.I., come individuate e disciplinate
dall’art. 90, L. n. 289/2002.

Sono, altresì, esclusi dal campo di applicazione della disciplina del lavoro a progetto i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società ed i partecipanti a
collegi e commissioni, nonché coloro che percepiscono la pensione di vecchiaia.
La questione era stata affrontata dalla circolare n. 1/2004, con la quale il Ministero del Lavoro stesso ha precisato che nell’esclusione dei percettori di pensione di vecchiaia devono essere
compresi quei soggetti, titolari di pensione di anzianità o di invalidità che, ai sensi della normativa vigente, al raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età,
vedono automaticamente trasformato il loro trattamento in pensione di vecchiaia.

In sostanza, dunque, per evitare una probabile utilizzo di lavoro «nero» da parte dei citati soggetti che, pur possedendo i requisiti necessari per godere di tale
trattamento, intendano ancora svolgere attività lavorativa, la disciplina del lavoro a progetto si applica ai percettori di pensione di anzianità, fino al raggiungimento del
65° anno di età. Per chi gode della pensione di vecchiaia, potendo lo stesso liberamente contrattare le condizioni della collaborazione In altri termini tale esigenza di tutela non
sussiste.
Ricordiamo che l’art. 22, comma 6, L. n. 153/1969, dispone che quando un pensionato compie l’età prescritta per il pensionamento di vecchiaia, la pensione viene trasformata
automaticamente in pensione di vecchiaia e dalla data del compimento di tale età, alla pensione di anzianità si applica la normativa che disciplina l’erogazione del trattamento di
vecchiaia.

In considerazione che l’art. 61, comma 3, del D.Lgs. n. 276/2003 esclude esplicitamente dalla riconduzione ad un progetto, programma, o fase di esso, i pensionati di vecchiaia e dato che le
pensioni di anzianità al compimento dei requisiti di età previsti dalla legge sono trasformate in pensioni di vecchiaia, nel caso che sia stipulato un contratto di collaborazione
coordinata e continuativa con un percettore di pensione di anzianità che abbia raggiunto i requisiti di età della pensione di vecchiaia, tale contratto deve essere escluso dal
campo di applicazione del lavoro a progetto e può, quindi, essere redatto con le modalità già in uso prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 276/2003.

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