Contenzioso con l'Inps. Restituzione delle somme indebitamente godute per il cumulo delle agevolazioni

D: In materia di giudizi pendenti in materia di cumulo delle agevolazioni per fiscalizzazioni e di quelle previste per le zone montane o svantaggiate. Volevo sapere in quanto tempo si
possono restituire le somme indebitamente godute.

R: La possibilità di restituire le somme indebitamente godute per il cumulo delle agevolazioni è prevista per le aziende che chiudono il contenzioso con l’INPS e si impegnano a
pagare i contributi sanzionati.
Esse possono estinguere il debito, pagando il dovuto fino a 20 rate annuali, senza sanzioni e con i soli interessi legali. Lo prevede l’art. 2, comma 506, della legge n. 244/2007 (Finanziaria
2008), che autorizza l’INPS a definire in via stragiudiziale i giudizi pendenti in materia di cumulo delle agevolazioni per fiscalizzazioni e agevolazioni previste per le zone montane o
svantaggiate visto che sulla materia era nato e si era sviluppato un forte contenzioso, rigettato però dalla Corte Costituzionale con Sent. n. 274/2006.

Così è stato riconosciuto dall’Inps, con Circolare del 5 marzo 2008, n. 27, un «credito previdenziale» pari al 40% delle somme pagate, maggiorato degli
interessi legali maturati dal momento del pagamento alla data del 1° gennaio 2008 ma solo per per quelle aziende che hanno già provveduto a restituire all’INPS le somme in
questione.
Tale citata possibilità di restituire le somme indebitamente godute per il cumulo delle agevolazioni è estesa alle cooperative sociali che hanno un numero – tra dipendenti e soci
lavoratori – fino a 15 unità.
In caso di pagamento dilazionato del debito l’azienda deve fornire garanzia fideiussoria a prima chiamata e prova del pagamento della prima rata.

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