Consumi: anche il 2008 con tavole sempre più “povere” (-3,8 per cento)
2 Ottobre 2008
Le previsioni della Cia evidenziano ancora un anno di flessione, in quantità, negli acquisti alimentari delle famiglie italiane. In termini monetari si spenderà
però il 2,6 per cento in più rispetto al 2007. I rincari fanno aumentare il numero delle persone che si rivolgono agli hard-discount.
I rincari fanno tirare la cinghia agli italiani e si prospetta un 2008 con tavole sempre più “povere”. Ecco il quadro che emerge da una ricerca condotta dalla
Cia-Confederazione italiana agricoltori, sulla base dei dati Ismea e Istat, e dall’elaborazioni delle tendenze agli acquisti oggi in atto. I consumi alimentari, secondo le prime
stime, dovrebbero scendere nei dodici mesi, rispetto all’anno precedente, del 3,8 per cento in quantità; mentre la spesa mensile, in termini monetari, dovrebbe crescere del
2,6 per cento (482 euro contro i 470 euro del 2007).
Le flessioni più marcate, secondo le previsioni della Cia dovrebbero aversi per la frutta (meno 3,9 per cento), per la carne bovina (meno 3,1 per cento), per il pane (meno 2,4
per cento), per il vino e lo spumante (meno 2,1 per cento), per l’olio d’oliva (meno 1,9 per cento), per gli ortaggi e le patate (meno 1,8 per cento), per la carne suina e i
salumi (meno 1,6 per cento).
Sempre secondo le stime della Cia, dovrebbero, invece, risultare in crescita prodotti come la pasta (più 1,3 per cento), nonostante la forte lievitazione dei prezzi fin adesso
registrata, la carne avicola (più 5,7 per cento), il latte e i suoi derivati (più 0,8 per cento).
La Cia ricorda che nei primi otto mesi del 2008, si è avuto, in rapporto all’analogo periodo del 2007, un calo dei consumi alimentari, in quantità, del 3,9 per
cento, con una punta del 4,2 per cento nel Sud. Le flessioni più evidenti sono avute per pane (2,5 per cento), per la frutta (4 per cento), per le carni bovine (3,3 per cento),
per l’olio d’oliva (2,8 per cento), per gli ortaggi (1,7 per cento) e per vino e spumante (1,3 per cento).
La spesa alimentare, sempre nei primi otto mesi del 2008, ha rappresentato in media, il 18,8 per cento di quella totale. E’ aumentata la percentuale di famiglie che hanno
acquistato prodotti agroalimentari presso gli hard-discount (dal 9,7 del 2007 al 10,2 per cento). Comunque, gli iper e i supermercati restano i punti vendita dove si ha la maggiore
concentrazione degli acquisti da parte degli italiani con il 68,2 per cento (specialmente nel Centro-Nord con il 73 per cento). A seguire il negozio tradizionale (64,9 per cento), in
particolare nel Sud (77,1 per cento). Da rilevare che per la spesa nei mercati rionali ha optato il 21 per cento delle famiglie residenti nel Centro-Nord e il 31,7 per cento quelle
delle regioni meridionali.
La percentuale del 18,8 per cento della spesa alimentare su quella complessiva è così ripartita: 3,2 per cento pane e cereali, 4,3 per cento carne, 1,7 per cento pesce,
2,5 per cento latte, formaggi e uova, 0,7 per cento oli e grassi, 3,4 per cento frutta, ortaggi e patate, 1,3 per cento zucchero, caffé e altri, 1,7 per cento bevande.
Previsioni andamento consumi alimentari nel 2008 (Variazioni % in quantità rispetto al 2007)
Derivati cereali : 0,7%
Pane: -2,4%
Pasta: 1,3%
Carne bovina: -3,1%
Carne suina e salumi: -1,6%
Carne avicola: 5,7%
Latte e derivati: 0,8%
Prodotti ittici: -0,7%
Frutta: -3,9%
Ortaggi e patate: -1,8%
Olio d’oliva: -1,9%
Vino e spumante: -2,1%
Totale agroalimentari: -3,8%
Elaborazioni Cia-Confederazione italiana agricoltori su dati Istat e Ismea




