Consorzi agrari: il rilancio di una rete strategica

Bologna – Sono 70 i Consorzi Agrari attivi in Italia, e gestiscono un business di oltre 3 miliardi di euro con una struttura di circa 3000 persone, quali sono – si sono chiesti i Cap nel
convegno tenutosi nella sede nazionale di Coldiretti, a Palazzo Rospigliosi – le prospettive per queste strutture, e quali i passi di fare per migliorare il servizio che i Consorzi offrono
all’agricoltura italiana? Spunto centrale per la riflessione, arricchita da interventi di economisti ed accademici di fama internazionale, sono stati i risultati presentati da Renato
Mannheimer, Presidente dell’Ispo (Istituto di studi sulla pubblica opinione) «L’importanza dell’agricoltura e del territorio negli atteggiamenti dei cittadini – Il ruolo delle bioenergie
– La percezione degli italiani sulla garanzia di qualità dei cereali italiani».

Se l’agricoltura è per gran parte degli intervistati un elemento positivo e da valorizzare del nostro territorio, sul tema delle bioenergie si è evidenziata una forte ignoranza:
nonostante il 94% del campione condivida l’utilizzo di forme di energia alternative al petrolio e al carbone, ben 1 intervistato su 4 non ha mai sentito parlare di agroenergie.
«C’è molto da fare in termini di informazione» afferma Marco Pancaldi, Presidente di Assocap e del Consorzio Agrario di Bologna e Modena «Il sistema capillare dei
Consorzi, con oltre 519 centri di stoccaggio sul territorio nazionale, è il candidato naturale alla gestione dei processi di filiera per le agrobioenergie, e da tempo abbiamo messo in
campo progetti specifici per supportare le aziende agricole che investono in queste tecnologie innovative».
Notizie positive arrivano poi dalla percezione emersa della qualità dei cereali italiani: addirittura il 78% degli intervistati chiede l’istituzione di un «marchio di grano
italiano» a garanzia e tutela del prodotto che cresce esclusivamente nei confini nazionali. «I consorzi agrari» commenta Pancaldi «hanno un ruolo di intermediari tra la
ricerca e le aziende agricole, che intendiamo sviluppare creando una rete sempre più importante di servizi a disposizione degli imprenditori. Oltre a ciò, rimaniamo il partner non
solo di tutti i soci, ma di tutti gli agricoltori – come vuole la legge – per supportare la filiera cerealicola in tutte le sue fasi: dalla fornitura alle aziende di macchine agricole e mangimi
alla raccolta del prodotto da stoccare, promuovere e commercializzare.»

«Il forte impulso che Assocap sta dando alla rete dei Consorzi» commenta Gabriele Cristofori, Presidente di Coldiretti Bologna «ha una rilevanza particolare nella nostra
provincia, che da sempre ha una forte vocazione cerealicola ed ha un Consorzio Agrario sempre in prima linea per innovazione e servizi a sostegno delle aziende agricole.»
Nel 2007, infatti, 80.000 ettari di campagna bolognese sono stati seminati a frumento duro, tenero, orzo, mais e sorgo, con una produzione complessiva di circa 4 milioni e mezzo di quintali ed
una Produzione Lorda Vendibile sugli 85 milioni di euro (circa il 18% dell’intera Plv agricola provinciale).

«Il potenziamento dei servizi dei Cap può essere un grande aiuto per le aziende agricole bolognesi, conclude Cristofori «perché da un lato la Rete Cap, grazie
all’ingente disponibilità di prodotto che gestirebbe con una strategia complessiva, potrebbe supportare meglio la commercializzazione dei cereali, ad esempio stringendo contratti di
filiera più vantaggiosi per le aziende (pensiamo in Emilia Romagna all’importante accordo con la Barilla). Inoltre sarebbe in grado di gestire organicamente i tanti progetti in cui
già oggi il Consorzio Agrario di Bologna e Modena fa da tramite tra le aziende agricole del territorio ed il mercato, come le sperimentazioni in collaborazione con l’Università di
Bologna, il sostegno alla tracciabilità delle produzioni, i processi di certificazione, la sicurezza alimentare.»

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