Confesercenti: «sulla crescita siamo al gioco dell'oca»

Per la Confesercenti “con i dati Ue sulla crescita 2008 sembra di rivivere il gioco dell’oca: non si fa in tempo a fare un passo avanti che subito si ritorna al punto di partenza, l’allarme
della Ue è giustificato ed il Governo si interroghi se la sua politica rivolta soprattutto alle grandi imprese paga mentre la ripresa economica – piaccia o no – dipende dalle pmi.

Un pil già così modesto previsto per il 2008 rischia di ridursi ancora a causa di un ulteriore contraccolpo con il protocollo sul Welfare che il Governo ha contrattato solo con
Confindustria e sindacati, limitandosi a chiedere un lasciapassare alle associazioni delle pmi che rappresentano le esigenze di milioni di imprese senza le quali il paese non va avanti. Sarebbe
davvero il caso che il Governo torni sui suoi passi e riapra un confronto vero con chi rappresenta il motore dell’economia.

L’Italia sconta un consistente deficit di competitività rispetto al resto dell’Europa, dovuto ad inefficienza ed arretratezza del sistema produttivo, ad una pesante eredità dei
conti pubblici italiani ed una spesa pubblica che non si arresta come avverte la Unione europea. A tutto questo vanno a sommarsi i recenti e poderosi rincari di petrolio ed energia.

Occorre una inversione di rotta anche sulla questione energetica, isolando prima di tutto i signornò della riforme che ostacolano, su questo punto come su altri, la crescita del
sistema-paese”.

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