Conferenza mondiale scienziati disarmo «Pugwash»

Si terrà a Bari (hotel Palace), dal 22 al 26 ottobre, la 57° conferenza mondiale Pugwash sulla scienza e sui “world affairs”, gli “affari del mondo” che riguardano soprattutto la
proliferazione delle armi nucleari e il mantenimento della pace nelle aree “calde” del pianeta.

Il movimento Pugwash raccoglie scienziati di 50 paesi del mondo e tiene più volte l’anno sessioni internazionali: quest’anno tocca all’Italia e la Puglia, su iniziativa dell’Assessorato
al Mediterraneo, si è candidata ad ospitarne i lavori. Stamani infatti l’assessore Silvia Godelli, il presidente Vendola e il presidente Pepe hanno illustrato l’iniziativa insieme al
prof. Paolo Cotta- Ramusino, segretario generale del movimento Pugwash (dal nome della località canadese della Nuova Scozia dove si tenne 50 anni fa, nel 1957, la prima sessione, su
impulso di Albert Einstein e di Bertrand Russell).

L’ultimo appuntamento è stato al Cairo nel 2006. “Pugwash – ha detto la Godelli – promuove il tema generale della ricerca scientifica al servizio del benessere, a sostegno delle
politiche di pace e sviluppo di tutti i paesi del mondo. Scienziati di tutti paesi del mondo affrontano nelle discussioni i temi del disarmo e della promozione della pace, dell’energia nucleare
e della non proliferazione delle armi nucleari”. Lunedì 22 la prima sessione sarà presieduta dal Ministro degli Esteri Massimo D’Alema. “L’appuntamento di Bari – prosegue la
Godelli – conferma la particolare attitudine della Puglia ad affrontare i temi di politica estera per la pace, in sintonia con gli impegni del Governo nazionale”. Il presidente del Consiglio
regionale, Pietro Pepe, si è detto “orgoglioso di provare a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della pace, partendo dalle tematiche di un manifesto-appello stilato 50 anni fa
contro le armi nucleari e che oggi si ripropone in tutta la sua drammaticità”.

Il movimento Pugwash nel 1995 è stato insignito del premio Nobel per la pace e vedrà la discussione, anche in forma non pubblica per favorire il confronto tra esponenti di Paesi
non amici, di delegazioni di Usa, Russia, Cina, India, Iran, Iraq, Pakistan, Corea del Nord, Afghanistan, dei paesi del Medio Oriente. Obiettivo infatti è quello di sviluppare una
diplomazia non ufficiale degli scienziati, che possa portare dialogo e comprensione anche tra comunità scientifiche che non avrebbero motivo di discussione pubblica, stabilendo contatti
tra fronti contrapposti dove esiste la questione della presenza o della possibilità di armi nucleari utilizzabili. Alcune sessioni (quella inaugurale in Italiano e quella finale in
Inglese) saranno tuttavia pubbliche. Al termine dei lavori sarà eletto il nuovo presidente per il prossimo quinquennio, Jayantha Dhanapala.

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