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Conferenza ISPI “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro?”

Conferenza ISPI “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro?”

By Giuseppe

Conferenza ISPI “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro?” Rischi e opportunità per le imprese”

ITALIA, ANCORA UN ANNO IN ROSA, MA CON MOLTE OMBRE E INCERTEZZE

 

Istituto Europa Asia Europasia informa

 

Benito Sicchiero

Sostanziale ottimismo all’annuale conferenza organizzata dall’ISPI nell’ambito dell’Osservatorio Geoeconomia promosso da ISPI e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Assolombarda e SACE: alla sua decima edizione, ha avuto quale tema “Il mondo nel 2022: ritorno al futuro? Rischi e opportunità per le imprese”. Un titolo double face, ha spiegato Paolo Magri vicepresidente esecutivo del think tank, che comprende rischi (ritorno al passato) e opportunità (slancio nel futuro).

Ebbene nonostante l’incombere della cupa ombra Omicron, e nonostante disastri climatici, crisi irrisolte sul piano geopolitico e shock economici, i rappresentanti delle imprese, pur chiamate ad affronta sfide particolarmente significative nei prossimi mesi, vedono il 2022 vestito di rosa segnato comunque da alcune macchie, supportati dalle cifre e dai dati raccolti nel ponderoso dossier “il mondo che verrà. 2022”.

Li hanno illustrati Alessandro Spada, presidente Assolombarda, che ha aperto i lavori, il citato Paolo Magri, Alessandro Terzulli, chief Economist SACE e Gregorio De Felice, chief Economist Intesa Sanpaolo i quali hanno trattato gli scenari globali. Le prospettive delle imprese sono state oggetto degli interventi di Enrico Cereda, presidente IBM Italia e general manager IBM Technology EMEA; Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e vice presidente Nokia Italia; Alberto Dossi, presidente Gruppo Sapio; Gioia Ghezzi, presidente ATM e Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia;  Andrea Illy, presidente Illycaffè. Moderatore Daniele Manca, vice direttore Corriere della Sera.

Anzitutto  la cornice geopolitica nella quale si inserisce l’economia del Paese che nel 2021 ha fatto meglio di Francia, Germania, Spagna meritandosi dall’Economist il riconoscimento di leader europeo: nel 2022 la crescita sarà del 4,3% con più 5% nei consumi e più 6,3% negli investimenti;  una forte spinta inoltre potrebbe venire dall’enorme massa di risparmi di famiglie e imprese cresciuti di oltre 250 miliardi proprio nei due anni di pandemia, oggi inattivi nei conti correnti ed erosi dall’inflazione che si stima attorno al 3%, inflazione che non si abbasserà tanto presto.

Ma ci sono variabili nel mondo da tenere sotto osservazione: pandemia, inflazione, Iran – Paese nel quale l’Italia ha molteplici interessi – Russia e Cina che ha già superato gli Usa quale potenza commerciale. Ebbene, nonostante si respiri un clima da guerra fredda, non si arriverà a quella calda. A riprova, aggiungiamo un emblematico esempio: il primo gennaio è entrato in vigore in Asia il blocco commerciale più grande del mondo del quale fanno parte, tra altri Paesi, Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia, ma non gli Usa, a dimostrare che gli affari sono affari creando alleanze anche tra avversari geopolitici. Così, si ragiona, avverrà anche in Europa dove è alta tensione tra Nato e Russia.

Per tornare a casa nostra, una delle sfide più importanti è quella del Pnrr cui si aggiungono momenti di politica interna con l’elezione del Presidente della Repubblica. Abbiamo davanti molti fattori frenanti della ripresa. Tra questi, il rincaro e la volatilità dei prezzi e poi dell’inflazione. Ma la vera emergenza è l’energia, con il prezzo in crescita del 50% e il gas che registra il rincaro più impressionante.  Le imprese, soprattutto quelle energivore, rischiano la chiusura anche se le previsioni parlano di un assestamento del prezzo a livello di 200 euro Mgw/ora rispetto ai 550 di adesso. Servono interventi urgenti e misure straordinarie quali la riapertura dei pozzi di metano.

Novità anche nella mobilità. Avviata la trasformazione elettrica deI trasporti pubblici della città metropolitana di Milano, per citare, che verrà completata nel 2030. Mentre la digitalizzazione con il 5G sta permettendo  la prima rivoluzione industriale sostenibile. Positive in tal senso le iniziative del governo a favore della digitalizzazione della pubblica amministrazione con la nascita del cloud nazionale, ma la nomenclatura 4.0 è pervasiva in tutto il piano di resilienza. Questo vuol dire che la governance diventa un fattore determinante per lo sviluppo delle imprese. Come Nokia, operante in Italia, cui la Nasa  ha affidato la costruzione della prima rete 4G sulla Luna. La prima missione senza equipaggio è prevista per la fine del 2022 e aprirà la strada verso la presenza umana sostenibile sulla satellite nel prossimo decennio. Realizzare una rete del genere sulla Luna aiuterà anche a migliorare le reti terrestri nelle aree climaticamente più difficili.

In conclusione. Il 2022 si configura dunque come un anno in bilico tra opportunità di ripresa e slancio verso il futuro e rischi rappresentati da nuove e vecchie aree di crisi. La crescente digitalizzazione offrirà sempre più occasioni per una crescita economica all’insegna di innovazione e produttività, ma la necessità di regolamentare le big tech potrebbe creare frizioni internazionali e rallentare piani di investimento. L’ economia dello spazio’potrebbe decollare definitivamente, ma in parallelo si aprirà anche una nuova partita geopolitica “extraterrestre”. Inoltre, la transizione energetica potrebbe essere rallentata da un ritorno alle fonti fossili, mentre il mondo torna a prendere in considerazione l’energia nucleare come un’alternativa plausibile, anche se discussa. In parallelo a queste nuove sfide, su cui gli attori internazionali saranno chiamati a misurarsi, bisognerà fare attenzione ad aree di crisi più “tradizionali”: dalla Libia all’Ucraina, senza dimenticare Taiwan.

Infine, anche nel 2022 non mancheranno appuntamenti elettorali chiave. In Brasile, dove Lula sembra spinto dai sondaggi che lo vedono in grande vantaggio rispetto al presidente uscente Bolsonaro. E soprattutto in Europa, dove i riflettori saranno puntati sulle elezioni francesi: l’esito della corsa per l’Eliseo contribuirà a determinare la direzione che l’Unione Europea prenderà nei prossimi anni.

 

Foto:

Achille Colombo Clerici pres. Europasia

 

 

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