Concorsi pubblici: votazione espressa numericamente

Con la sentenza del 19 ottobre 2007, n. 5468, il Consiglio di Stato, sezione IV, ha statuito che nei concorsi pubblici la votazione espressa numericamente è sufficiente a dare conto
della valutazione intervenuta nelle prove nei concorsi pubblici.
Secondo il Consiglio di Stato, quando si procede con l’attribuzione di un giudizio di valore, come è appunto nella valutazione di un elaborato, non si è nel campo della
discrezionalità amministrativa, ma in quello della discrezionalità tecnica, nell’ambito della quale, non sussistendo una scelta fra opposti interessi, non vi è luogo ad una
motivazione, che è invece l’espressione tipica della spiegazione di una scelta amministrativa.

Fatto e diritto
Il Ministero della giustizia ha proposto appello contro la sentenza del Tar di Lecce che ha accolto il ricorso di una aspirante all’assunzione che aveva lamentato la mancanza di una motivazione
esplicita nella valutazione del suo elaborato..
Secondo il Ministero, il Tar ha male interpretato l’ordinanza della Corte costituzionale n. 420 del 2005, che ha dichiarato la manifesta inammissibilità della questione di
costituzionalità della votazione numerica senza specifica motivazione dialettica e, rilevata ormai la assoluta prevalenza della giurisprudenza di appello in ordine alla sufficienza del
solo voto numerico e alla insindacabilità del merito delle valutazioni, oltre alla correttezza formale del procedimento, ha chiesto l’annullamento della sentenza appellata.

La decisione del Consiglio di Stato
Per il Consiglio di Stato, la questione della sufficienza o meno della valutazione numerica, senza bisogno di alcuna aggiunta di motivazione dialettica, è stata ormai pacificamente
delineata dalla giurisprudenza del Consiglio stesso che, da tempo, ha affermato che, allorquando si procede con l’attribuzione di un giudizio di valore, come è appunto nella valutazione
di un elaborato, non si è nel campo della discrezionalità amministrativa, ma in quello della discrezionalità tecnica, nell’ambito della quale, non sussistendo una scelta
fra opposti interessi, non vi è luogo ad una motivazione, che è invece l’espressione tipica della spiegazione di una scelta amministrativa.
Quindi il voto numerico è sufficiente a dare conto delle ragioni della valutazione intervenuta.

Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza del 19 ottobre 2007, n. 5468
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