Comune Roma: Causi: «il Sole 24 Ore non aiuta la città di Roma diffondendo allarmismi»

«Non è con gli allarmismi che si governa una città e il Sole 24 ore, nel suo numero in edicola oggi, non fornisce un contributo sereno alla discussione pubblica», lo
afferma Marco Causi, parlamentare del PD ed assessore al bilancio uscente del Comune di Roma.

«Nessun dato, infatti, e nessuna informazione pubblicata oggi dal Sole 24 ore è nuova. Si tratta di dati già noti e discussi pubblicamente nei documenti del consiglio
comunale e in tante altre sedi».

«La storia del debito del Comune di Roma – prosegue Causi – è presto fatta: cresciuto molto durante gli anni ’90 per effetto dei deficit del settore del trasporto, si è
ridotto poi in occasione del collocamento in borsa del 49% di ACEA. Fra il 2001 e il 2007 è cresciuto da 6,1 a 6,7 miliardi, e cioè meno di quanto è cresciuto il pil,
riducendosi quindi sia in rapporto al pil sia in rapporto al totale del debito pubblico nazionale. Dal 2001 in poi, soprattutto, il debito serve solo al finanziamento degli investimenti
necessari per adeguare gli standard infrastrutturali della città di Roma e, in primo luogo, ai cantieri delle nuove linee metropolitane».

«Chi fa allarmismo sul debito del Comune di Roma sembra quasi voler dire che Roma non può permettersi un sistema di trasporto su ferro moderno, ed eco sostenibile, come quelli di
Parigi, Londra o delle altre grandi capitali del mondo e questo non è affatto vero: Roma può permettersi questi investimenti da un lato trovando forme di finanziamento diverse dal
debito e dall’altro aumentando il margine operativo netto dell’amministrazione comunale per contribuire in via diretta al finanziamento degli investimenti sulle metropolitane. E’ esattamente
questa la strategia delineata dai documenti di programmazione del Comune e incardinata già nel bilancio del 2008. Un contributo importante potrà venire in particolare dagli oneri
concessori derivanti dalle trasformazioni urbanistiche della città, oltre che da ulteriori operazioni di alienazioni e dismissioni».

«Non credo – conclude Causi – che bloccando la realizzazione della metropolitana e bloccando l’attuazione del nuovo piano regolatore si farebbe un buon servizio alla città».

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