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Computo del servizio civile ai fini della pensione

By Redazione

D: Volevo sapere se, dopo che hanno abolito il servizio militare, il periodo in cui ho prestato come volontario il servizio civile mi conta ai fini della pensione?

R: Anche il servizio civile svolto in forma volontaria dopo la sospensione del servizio militare obbligatorio è calcolabile in pensione, ma con i distinguo di cui si dirà
appresso.
L’INPS al riguardo ha così fornito tale chiarimento a quanti hanno posto la stessa domanda in questi ultimi tempi dopo la legge n. 226/2004 che ha sospeso dal 1° gennaio 2005 il
servizio militare obbligatorio, ed il D.Lgs. n. 77/2002 che ha disciplinato il «servizio civile nazionale».
Il servizio militare obbligatorio è stato sempre considerato utile per la pensione, cioè è stato sempre un periodo che gratuitamente è confluito
nell’anzianità contributiva in funzione della durata del sevizio stesso nel tempo ( nel tempo, 24, 18, 15 e 12 mesi ) utile per andare in pensione prima del tempo.
E questa agevolazione è stata riconosciuta nel tempo anche ai c.d. obiettori di coscienza che hanno svolto un lavoro civile sostitutivo.
Appositi albi regionali (provinciali per Trento e Bolzano) rilasciano un attestato dal quale risulta il servizio e che consente di ottenere dall’INPS e dagli altri enti previdenziali il
riconoscimento del periodo di lavoro nella pensione.
Per effetto di tali riforme:
Dal 15 luglio 1998 (data di istituzione dell’Ufficio nazionale per il servizio civile) al 31 dicembre 2005 gli enti previdenziali hanno accreditato agli interessati i contributi
figurativi.
Dal 1° gennaio 2006 i volontari del servizio civile sono a totale carico del «fondo nazionale per il servizio civile» con il versamento di contributi obbligatori,
pagati dallo Stato e, a domanda degli interessati, trasferiti, se occorre, in altri fondi pensionistici (ad esempio all’INPS).

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