Compenso per mansioni superiori nelle ASL – Presupposti

D: Quando spetta il compenso per lo svolgimento di mansioni superiori da parte dei pubblici dipendenti? Quale è la norma specifica e poi c’è qualche specifica indicazione dalla
giurisprudenza?

R: Il compenso per lo svolgimento, da parte dei pubblici dipendenti, di mansioni superiori a quella della loro qualifica, è previsto dalle norme regolatrici dell’impiego, che, per i
dipendenti delle ASL, è l’art. 29 dello stato giuridico emanato con D.P.R. del 20 dicembre 1979 n. 761.

Tale compenso spetta solo quando le mansioni superiori siano svolte, in base a quanto ha affermato il Consiglio di Stato Sez. V, con sentenza n. 6423 del 21 novembre 2005, solo per espresso
incarico dell’organo d’amministrazione, in un posto della pianta organica dell’ente o ufficio d’appartenenza che ovviamente sia rimasto scoperto e non quando si tratti semplicemente delle
attività lavorative concretamente svolte nel proprio posto d’impiego; perché ciò equivarrebbe ad introdurre una valutazione delle mansioni concretamente svolte nel posto
occupato, tale da vanificare la previsione di piante organiche e della normativa di accesso ai posti delle varie qualifiche.

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